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Sullo scaffale

Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.

Recensioni 

  • 41vLuio+6DL
    Febbre

    Jonathan Bazzi
    Fandango, Roma, 2019

    Vincitore del «Libro dell’anno» per Fahrenheit, famoso programma radiofonico culturale di Rai Radio 3, e del più antico premio letterario italiano, il «Bagutta», per l’opera prima, Febbre è senza dubbio, tra quelli scritti in lingua ...

    Vincitore del «Libro dell’anno» per Fahrenheit, famoso programma radiofonico culturale di Rai Radio 3, e del più antico premio letterario italiano, il «Bagutta», per l’opera prima, Febbre è senza dubbio, tra quelli scritti in lingua italiana, il caso editoriale dell’anno appena trascorso. Si tratta di un esordio bomba, nel quale il giovane scrittore Jonathan Bazzi ci fa conoscere non solo se stesso, la sua omosessualità e la sua malattia, l’HIV, ma anche la vita nella periferia povera di Milano, ed in particolare a Rozzano, dagli anni 90 ad oggi. L’autore, in una recente intervista, alla domanda «perché hai scritto questo libro?» ha risposto: «Rozzano e la mia sieropositività hanno delle cose in comune, così è nata l’idea di tenerle insieme e di raccontarle». Nel libro, che ha una struttura elegante a capitoli alternati con continui salti cronologici, si ha l’impressione che, non solo il luogo di origine, ma anche i personaggi che l’autore ci presenta – i genitori separati, i nonni coi quali è cresciuto e il suo compagno – siano entità assolutamente interconnesse l’una all’altra da cause ed effetti che hanno plasmato il Jonathan Bazzi, omosessuale, sieropositivo, filosofo e scrittore di oggi. E poi c’è l’HIV, l’HIV all’epoca degli antiretrovirali, l’HIV che non uccide più ma che… ecco!

    Perché leggerlo? Per almeno tre motivi. Il primo: perchè parlare di sessualità e HIV oggi non deve essere scomodo ed infastidire la società e le istituzioni, come purtroppo ancora avviene. Secondo: perché la scelta stilistica di usare un linguaggio diretto e quasi colloquiale, che trascina il lettore a Rozzano risulta potente ed azzecatissima. Terzo: perché Jonathan Bazzi è un grande scrittore di cui sentiremo ancora parlare!

    Una citazione dal libro: «Una morte non più imminente, ma che entra in gioco lo stesso come la presenza che deve essere scongiurata con esami, controlli, farmaci, stile di vita. È per lei che devo fare tutto quello che mi aspetta. È lì dietro l’angolo, d’ora in poi sempre pronta».

    Federica Merlo

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