Formazione

Conferenza

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

1° Marzo 2011

Coma e coscienza
Coma e coscienza


 


 

Formazione

Certificate of Advanced Studies

Temporalità e cura

SUPSI
Dipartimento sanità
Stabile Piazzetta
Manno

Aprile 2020 - Maggio 2021

CAS Umanesimo ed etica clinica
CAS Umanesimo ed etica clinica

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Formazione

Certificate of Advanced Studies

SUPSI
Castello Sasso Corbaro
Sala Ferrini
6500 Bellinzona

5 Ottobre 2017-
23 Novembre 2018

CAS Umanesimo clinico ed etica clinica
CAS Umanesimo clinico ed etica clinica

Responsabili del corso: Roberto Malacrida e Graziano Martignoni

Responsabili del corso: Roberto Malacrida e Graziano Martignoni

Obiettivi
. Introdurre alla nuova definizione di umanesimo clinico e alla conseguente sensibilità etica.
. Sensibilizzare alla complessità della relazione di cura e aiuto (dimensioni etiche, psicologiche, antropologiche, ambientali).
. Favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
. Offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.
. Riflettere sul rapporto tra bioetica, etica clinica ed etica pubblica

Destinatari
Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Requisiti
Esperienza professionale in ambito sanitaro, psicologico, sociale ed educativo in corso o mturata dopo l'acquisizione del diploma/laurea di base.

Certificato
Certificate in Advanced Studies SUPSI

Crediti studio
15 ECTS

Obiettivi
. Introdurre alla nuova definizione di umanesimo clinico e alla conseguente sensibilità etica.
. Sensibilizzare alla complessità della relazione di cura e aiuto (dimensioni etiche, psicologiche, antropologiche, ambientali).
. Favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
. Offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.
. Riflettere sul rapporto tra bioetica, etica clinica ed etica pubblica

Destinatari
Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Requisiti
Esperienza professionale in ambito sanitaro, psicologico, sociale ed educativo in corso o mturata dopo l'acquisizione del diploma/laurea di base.

Certificato
Certificate in Advanced Studies SUPSI

Crediti studio
15 ECTS

Obiettivi
. Introdurre alla nuova definizione di umanesimo clinico e alla conseguente sensibilità etica.
. Sensibilizzare alla complessità della relazione di cura e aiuto (dimensioni etiche, psicologiche, antropologiche, ambientali).
. Favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
. Offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.
. Riflettere sul rapporto tra bioetica, etica clinica ed etica pubblica

Destinatari
Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Requisiti
Esperienza professionale in ambito sanitaro, psicologico, sociale ed educativo in corso o mturata dopo l'acquisizione del diploma/laurea di base.

Certificato
Certificate in Advanced Studies SUPSI

Crediti studio
15 ECTS

Obiettivi
. Introdurre alla nuova definizione di umanesimo clinico e alla conseguente sensibilità etica.
. Sensibilizzare alla complessità della relazione di cura e aiuto (dimensioni etiche, psicologiche, antropologiche, ambientali).
. Favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura
. Offrire, in ottica interdisciplinare, strumenti che siano di aiuto nella pratica professionale per dirimere conflitti e controversie fra i diversi attori che popolano la scena della cura.
. Riflettere sul rapporto tra bioetica, etica clinica ed etica pubblica

Destinatari
Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Requisiti
Esperienza professionale in ambito sanitaro, psicologico, sociale ed educativo in corso o mturata dopo l'acquisizione del diploma/laurea di base.

Certificato
Certificate in Advanced Studies SUPSI

Crediti studio
15 ECTS

Formazione

Modulo Etica Clinica e Medical Humanities, Università di Milano Bicocca

Castello Sasso Corbaro
Bellinzona

4-8 Maggio 2015

Master in terapia intensiva
Master in terapia intensiva

Organizzato dalla SUPSI e dall'OFREMH
in collaborazione con la Fondazione Sasso COrbaro di Bellinzona

Coordinazione: Roberto Malacrida

Organizzato dalla SUPSI e dall'OFREMH
in collaborazione con la Fondazione Sasso COrbaro di Bellinzona

Coordinazione: Roberto Malacrida

Formazione

Master

Université de Fribourg
Département de Psychologie

07 Ottobre 2014 -
14 Aprile 2015

Medical Humanities et éthique clinique
Medical Humanities et éthique clinique

Roberto Malacrida et Graziano Martignoni

Roberto Malacrida et Graziano Martignoni

Incipit:

Le cours interroge la condition de l’”homme en situation”, de l’homme exposé à sa propre vulnérabilité mais aussi à la valeur et à l’expérience de la fraternité et de la liberté, principes sur lesquels se fonde son être éthique. Ethos entretient, dans son étymologie, un lien fondateur avec oikos, la maison, la demeure et au sens large le monde. Il y a aussi un lien avec hetairos, les frères, les compagnons de route, les voisins. « L’ethos est la synthèse de la loi extérieure et de la loi intérieure, de la nécessité et de la liberté, ce qui fait que l’homme est à la fois libre et dans le besoin ». Voilà pourquoi chaque catégorie éthique, surtout celles dont l’origine est à rechercher dans les nombreuses éthiques appliquées, ne sont pas des données en soi mais dépendent toujours d’une vision spécifique du monde, d’une représentation de l’homme historiquement déterminée et de l’image que les civilisations ont construit des rapports entre monde humain, monde surnaturel et eschatologie. Une condition d’éthique qui précède donc les domaines éthiques spécifiques (déontologiques, conséquentialistes ou des vertus aristotéliciennes) de chaque profession - dans notre cas, les professions de l’aide aux personnes et des soins. Une condition d’éthique essentielle qui fait de chaque homme - celui qui soigne ou qui est soigné, le sain ou le malade, sujet et objet des soins mais aussi de liberté et de décision - un citoyen plus qu’un patient ou un utilisateur, un malade plus qu’un guérisseur.

C’est dans cette et de cette circularité existentielle (la communauté de destin de von Gebsattel) qu’émerge la profondeur de la question éthique. L’homme en situation donc exposé dans sa vie à la possibilité d’être heureux, de souffrir mais aussi sinon surtout de décider par rapport à lui-meme, à son propre corps, à sa propre dignité et citoyenneté, à sa propre utopie et à sa propre transcendance. Un homme donc exposé au caractère éthique de l’existence qui est soin de soi, des autres et du monde. Ce cours se nourrit, même dans sa breveté, des réflexions de l’éthique clinique, de l’anthropologie médicale, de la réflexion philosophique et psychologique tout comme de la réflexion « au chevet du malade ». Rencontres et intrigues qui contribuent à la construction d’un paradigme de la relation de la “Sorge” ( Cura ; Souci-soin-sollicitude)  et de ses dimensions éthiques vers lesquelles tendent, dans l’attention à leurs spécificités technico-opérationnelels, la formation professionnel. .

Les catégories de la “Sorge” heidegerienne, du “Souci” de Merleau-Ponty, du Visage (E. Levinas) et de la personne se placent au centre de ce parcours ainsi que la valeur éthique des rapports entre je-tu et le monde (M. Buber)

……….Qu’est ce que la Sorge met en scène ? De quoi parle-t-elle ? Elle est le théâtre des généalogies. En elle se concentrent autant les histoires de vie et de souffrance des malades, de leurs familles et des leurs soignants, que l’histoire d’une communauté tout entière. Comment à un moment historique donné une communauté s’interroge-t-elle sur la question de l’être et de l’exister? Il est un grand livre qui rassemble la tragédie humaine de l’existence, sa fragilité, ses idéaux de guérison, de salut, son se confronter à la mort. Il met en scène la confrontation avec le temps qui fuit inexorable, avec le temps suspendu dans l’instant d’une attente (d’un diagnostic) avec le temps qui nous fait face entre sensation du déjà vécu et horizon futur. Il met en scène la confrontation avec le corps, son exil permanent dans la maladie et l’illusion de pouvoir l’oublier avec le bonheur de son éphémère soustraction au destin, les paroles de ses nombreux dialectes. Sa confrontation avec les fermetures et les ouvertures au monde, enfin sa confrontation avec la finitude et la mort. La mort, lieu mystérieux où, comme le souligne Rosenzweig, tout est le savoir de tout. Confrontation avec l’exil, entre la nostalgie du retour à la maison et la découverte que la maison est à jamais perdue, inhabitable ou suspendue comme “la maison du douanier” de Montale. Une confrontation enfin avec le fond de la vie dont parle Viktor von Weizsäcker.

La Sorge est ainsi le lieu d’une bataille. Soigner / se soucier se composent de regards, de discours et de pratiques mettant en exergue, dans l’expérience de la maladie, une idée d’homme situé entre son destin et sa destination. A cette destination, où s’entrelacent liberté et responsabilité, participe le geste d’accueil et d’hospitalité, fondement de toute relation de soin, de chaque usage de la technique, de chaque effort de compréhension et d’interprétation de cet énigme de la subjectivité qui, dans les crises de l’existence, rendue visible et douloureuse par la maladie, est, de manière dramatique, actualisée.

Une crise qui appelle la présence voire plutôt un surplus de présence de ce qui, humain ou non humain, embrasse la vie de chaque homme. Il faut garantir dans la Sorge ce surplus de présence. Ni la technique, ni un simple acte de communication arrivent à remplir ce devoir qui ne doit pas être réduit à une seule discipline ou à un nouveau rôle professionnel mais qui se dévoile plutôt dans le sentir, dans le penser et dans le faire quelque chose qui est de l’ordre du style, dans la proximité avec la douleur, la souffrance et l’espoir que chaque homme porte en lui-même. Ici, habite la fondamentale condition éthique de l’existence humaine. A la question : quand un homme devient il un homme ? un rabbin répondit : «  un homme devient un homme quand il décide d’être un homme » et Erasmo de Rotterdam , le prince de l`humanisme “l'homme ne naît pas homme, il le devient”.

 

Graziano Martignoni , dr.med. , prof.  

Incipit:

Le cours interroge la condition de l’”homme en situation”, de l’homme exposé à sa propre vulnérabilité mais aussi à la valeur et à l’expérience de la fraternité et de la liberté, principes sur lesquels se fonde son être éthique. Ethos entretient, dans son étymologie, un lien fondateur avec oikos, la maison, la demeure et au sens large le monde. Il y a aussi un lien avec hetairos, les frères, les compagnons de route, les voisins. « L’ethos est la synthèse de la loi extérieure et de la loi intérieure, de la nécessité et de la liberté, ce qui fait que l’homme est à la fois libre et dans le besoin ». Voilà pourquoi chaque catégorie éthique, surtout celles dont l’origine est à rechercher dans les nombreuses éthiques appliquées, ne sont pas des données en soi mais dépendent toujours d’une vision spécifique du monde, d’une représentation de l’homme historiquement déterminée et de l’image que les civilisations ont construit des rapports entre monde humain, monde surnaturel et eschatologie. Une condition d’éthique qui précède donc les domaines éthiques spécifiques (déontologiques, conséquentialistes ou des vertus aristotéliciennes) de chaque profession - dans notre cas, les professions de l’aide aux personnes et des soins. Une condition d’éthique essentielle qui fait de chaque homme - celui qui soigne ou qui est soigné, le sain ou le malade, sujet et objet des soins mais aussi de liberté et de décision - un citoyen plus qu’un patient ou un utilisateur, un malade plus qu’un guérisseur.

C’est dans cette et de cette circularité existentielle (la communauté de destin de von Gebsattel) qu’émerge la profondeur de la question éthique. L’homme en situation donc exposé dans sa vie à la possibilité d’être heureux, de souffrir mais aussi sinon surtout de décider par rapport à lui-meme, à son propre corps, à sa propre dignité et citoyenneté, à sa propre utopie et à sa propre transcendance. Un homme donc exposé au caractère éthique de l’existence qui est soin de soi, des autres et du monde. Ce cours se nourrit, même dans sa breveté, des réflexions de l’éthique clinique, de l’anthropologie médicale, de la réflexion philosophique et psychologique tout comme de la réflexion « au chevet du malade ». Rencontres et intrigues qui contribuent à la construction d’un paradigme de la relation de la “Sorge” ( Cura ; Souci-soin-sollicitude)  et de ses dimensions éthiques vers lesquelles tendent, dans l’attention à leurs spécificités technico-opérationnelels, la formation professionnel. .

Les catégories de la “Sorge” heidegerienne, du “Souci” de Merleau-Ponty, du Visage (E. Levinas) et de la personne se placent au centre de ce parcours ainsi que la valeur éthique des rapports entre je-tu et le monde (M. Buber)

……….Qu’est ce que la Sorge met en scène ? De quoi parle-t-elle ? Elle est le théâtre des généalogies. En elle se concentrent autant les histoires de vie et de souffrance des malades, de leurs familles et des leurs soignants, que l’histoire d’une communauté tout entière. Comment à un moment historique donné une communauté s’interroge-t-elle sur la question de l’être et de l’exister? Il est un grand livre qui rassemble la tragédie humaine de l’existence, sa fragilité, ses idéaux de guérison, de salut, son se confronter à la mort. Il met en scène la confrontation avec le temps qui fuit inexorable, avec le temps suspendu dans l’instant d’une attente (d’un diagnostic) avec le temps qui nous fait face entre sensation du déjà vécu et horizon futur. Il met en scène la confrontation avec le corps, son exil permanent dans la maladie et l’illusion de pouvoir l’oublier avec le bonheur de son éphémère soustraction au destin, les paroles de ses nombreux dialectes. Sa confrontation avec les fermetures et les ouvertures au monde, enfin sa confrontation avec la finitude et la mort. La mort, lieu mystérieux où, comme le souligne Rosenzweig, tout est le savoir de tout. Confrontation avec l’exil, entre la nostalgie du retour à la maison et la découverte que la maison est à jamais perdue, inhabitable ou suspendue comme “la maison du douanier” de Montale. Une confrontation enfin avec le fond de la vie dont parle Viktor von Weizsäcker.

La Sorge est ainsi le lieu d’une bataille. Soigner / se soucier se composent de regards, de discours et de pratiques mettant en exergue, dans l’expérience de la maladie, une idée d’homme situé entre son destin et sa destination. A cette destination, où s’entrelacent liberté et responsabilité, participe le geste d’accueil et d’hospitalité, fondement de toute relation de soin, de chaque usage de la technique, de chaque effort de compréhension et d’interprétation de cet énigme de la subjectivité qui, dans les crises de l’existence, rendue visible et douloureuse par la maladie, est, de manière dramatique, actualisée.

Une crise qui appelle la présence voire plutôt un surplus de présence de ce qui, humain ou non humain, embrasse la vie de chaque homme. Il faut garantir dans la Sorge ce surplus de présence. Ni la technique, ni un simple acte de communication arrivent à remplir ce devoir qui ne doit pas être réduit à une seule discipline ou à un nouveau rôle professionnel mais qui se dévoile plutôt dans le sentir, dans le penser et dans le faire quelque chose qui est de l’ordre du style, dans la proximité avec la douleur, la souffrance et l’espoir que chaque homme porte en lui-même. Ici, habite la fondamentale condition éthique de l’existence humaine. A la question : quand un homme devient il un homme ? un rabbin répondit : «  un homme devient un homme quand il décide d’être un homme » et Erasmo de Rotterdam , le prince de l`humanisme “l'homme ne naît pas homme, il le devient”.

 

Graziano Martignoni , dr.med. , prof.  

Incipit:

Le cours interroge la condition de l’”homme en situation”, de l’homme exposé à sa propre vulnérabilité mais aussi à la valeur et à l’expérience de la fraternité et de la liberté, principes sur lesquels se fonde son être éthique. Ethos entretient, dans son étymologie, un lien fondateur avec oikos, la maison, la demeure et au sens large le monde. Il y a aussi un lien avec hetairos, les frères, les compagnons de route, les voisins. « L’ethos est la synthèse de la loi extérieure et de la loi intérieure, de la nécessité et de la liberté, ce qui fait que l’homme est à la fois libre et dans le besoin ». Voilà pourquoi chaque catégorie éthique, surtout celles dont l’origine est à rechercher dans les nombreuses éthiques appliquées, ne sont pas des données en soi mais dépendent toujours d’une vision spécifique du monde, d’une représentation de l’homme historiquement déterminée et de l’image que les civilisations ont construit des rapports entre monde humain, monde surnaturel et eschatologie. Une condition d’éthique qui précède donc les domaines éthiques spécifiques (déontologiques, conséquentialistes ou des vertus aristotéliciennes) de chaque profession - dans notre cas, les professions de l’aide aux personnes et des soins. Une condition d’éthique essentielle qui fait de chaque homme - celui qui soigne ou qui est soigné, le sain ou le malade, sujet et objet des soins mais aussi de liberté et de décision - un citoyen plus qu’un patient ou un utilisateur, un malade plus qu’un guérisseur.

C’est dans cette et de cette circularité existentielle (la communauté de destin de von Gebsattel) qu’émerge la profondeur de la question éthique. L’homme en situation donc exposé dans sa vie à la possibilité d’être heureux, de souffrir mais aussi sinon surtout de décider par rapport à lui-meme, à son propre corps, à sa propre dignité et citoyenneté, à sa propre utopie et à sa propre transcendance. Un homme donc exposé au caractère éthique de l’existence qui est soin de soi, des autres et du monde. Ce cours se nourrit, même dans sa breveté, des réflexions de l’éthique clinique, de l’anthropologie médicale, de la réflexion philosophique et psychologique tout comme de la réflexion « au chevet du malade ». Rencontres et intrigues qui contribuent à la construction d’un paradigme de la relation de la “Sorge” ( Cura ; Souci-soin-sollicitude)  et de ses dimensions éthiques vers lesquelles tendent, dans l’attention à leurs spécificités technico-opérationnelels, la formation professionnel. .

Les catégories de la “Sorge” heidegerienne, du “Souci” de Merleau-Ponty, du Visage (E. Levinas) et de la personne se placent au centre de ce parcours ainsi que la valeur éthique des rapports entre je-tu et le monde (M. Buber)

……….Qu’est ce que la Sorge met en scène ? De quoi parle-t-elle ? Elle est le théâtre des généalogies. En elle se concentrent autant les histoires de vie et de souffrance des malades, de leurs familles et des leurs soignants, que l’histoire d’une communauté tout entière. Comment à un moment historique donné une communauté s’interroge-t-elle sur la question de l’être et de l’exister? Il est un grand livre qui rassemble la tragédie humaine de l’existence, sa fragilité, ses idéaux de guérison, de salut, son se confronter à la mort. Il met en scène la confrontation avec le temps qui fuit inexorable, avec le temps suspendu dans l’instant d’une attente (d’un diagnostic) avec le temps qui nous fait face entre sensation du déjà vécu et horizon futur. Il met en scène la confrontation avec le corps, son exil permanent dans la maladie et l’illusion de pouvoir l’oublier avec le bonheur de son éphémère soustraction au destin, les paroles de ses nombreux dialectes. Sa confrontation avec les fermetures et les ouvertures au monde, enfin sa confrontation avec la finitude et la mort. La mort, lieu mystérieux où, comme le souligne Rosenzweig, tout est le savoir de tout. Confrontation avec l’exil, entre la nostalgie du retour à la maison et la découverte que la maison est à jamais perdue, inhabitable ou suspendue comme “la maison du douanier” de Montale. Une confrontation enfin avec le fond de la vie dont parle Viktor von Weizsäcker.

La Sorge est ainsi le lieu d’une bataille. Soigner / se soucier se composent de regards, de discours et de pratiques mettant en exergue, dans l’expérience de la maladie, une idée d’homme situé entre son destin et sa destination. A cette destination, où s’entrelacent liberté et responsabilité, participe le geste d’accueil et d’hospitalité, fondement de toute relation de soin, de chaque usage de la technique, de chaque effort de compréhension et d’interprétation de cet énigme de la subjectivité qui, dans les crises de l’existence, rendue visible et douloureuse par la maladie, est, de manière dramatique, actualisée.

Une crise qui appelle la présence voire plutôt un surplus de présence de ce qui, humain ou non humain, embrasse la vie de chaque homme. Il faut garantir dans la Sorge ce surplus de présence. Ni la technique, ni un simple acte de communication arrivent à remplir ce devoir qui ne doit pas être réduit à une seule discipline ou à un nouveau rôle professionnel mais qui se dévoile plutôt dans le sentir, dans le penser et dans le faire quelque chose qui est de l’ordre du style, dans la proximité avec la douleur, la souffrance et l’espoir que chaque homme porte en lui-même. Ici, habite la fondamentale condition éthique de l’existence humaine. A la question : quand un homme devient il un homme ? un rabbin répondit : «  un homme devient un homme quand il décide d’être un homme » et Erasmo de Rotterdam , le prince de l`humanisme “l'homme ne naît pas homme, il le devient”.

 

Graziano Martignoni , dr.med. , prof.  

Incipit:

Le cours interroge la condition de l’”homme en situation”, de l’homme exposé à sa propre vulnérabilité mais aussi à la valeur et à l’expérience de la fraternité et de la liberté, principes sur lesquels se fonde son être éthique. Ethos entretient, dans son étymologie, un lien fondateur avec oikos, la maison, la demeure et au sens large le monde. Il y a aussi un lien avec hetairos, les frères, les compagnons de route, les voisins. « L’ethos est la synthèse de la loi extérieure et de la loi intérieure, de la nécessité et de la liberté, ce qui fait que l’homme est à la fois libre et dans le besoin ». Voilà pourquoi chaque catégorie éthique, surtout celles dont l’origine est à rechercher dans les nombreuses éthiques appliquées, ne sont pas des données en soi mais dépendent toujours d’une vision spécifique du monde, d’une représentation de l’homme historiquement déterminée et de l’image que les civilisations ont construit des rapports entre monde humain, monde surnaturel et eschatologie. Une condition d’éthique qui précède donc les domaines éthiques spécifiques (déontologiques, conséquentialistes ou des vertus aristotéliciennes) de chaque profession - dans notre cas, les professions de l’aide aux personnes et des soins. Une condition d’éthique essentielle qui fait de chaque homme - celui qui soigne ou qui est soigné, le sain ou le malade, sujet et objet des soins mais aussi de liberté et de décision - un citoyen plus qu’un patient ou un utilisateur, un malade plus qu’un guérisseur.

C’est dans cette et de cette circularité existentielle (la communauté de destin de von Gebsattel) qu’émerge la profondeur de la question éthique. L’homme en situation donc exposé dans sa vie à la possibilité d’être heureux, de souffrir mais aussi sinon surtout de décider par rapport à lui-meme, à son propre corps, à sa propre dignité et citoyenneté, à sa propre utopie et à sa propre transcendance. Un homme donc exposé au caractère éthique de l’existence qui est soin de soi, des autres et du monde. Ce cours se nourrit, même dans sa breveté, des réflexions de l’éthique clinique, de l’anthropologie médicale, de la réflexion philosophique et psychologique tout comme de la réflexion « au chevet du malade ». Rencontres et intrigues qui contribuent à la construction d’un paradigme de la relation de la “Sorge” ( Cura ; Souci-soin-sollicitude)  et de ses dimensions éthiques vers lesquelles tendent, dans l’attention à leurs spécificités technico-opérationnelels, la formation professionnel. .

Les catégories de la “Sorge” heidegerienne, du “Souci” de Merleau-Ponty, du Visage (E. Levinas) et de la personne se placent au centre de ce parcours ainsi que la valeur éthique des rapports entre je-tu et le monde (M. Buber)

……….Qu’est ce que la Sorge met en scène ? De quoi parle-t-elle ? Elle est le théâtre des généalogies. En elle se concentrent autant les histoires de vie et de souffrance des malades, de leurs familles et des leurs soignants, que l’histoire d’une communauté tout entière. Comment à un moment historique donné une communauté s’interroge-t-elle sur la question de l’être et de l’exister? Il est un grand livre qui rassemble la tragédie humaine de l’existence, sa fragilité, ses idéaux de guérison, de salut, son se confronter à la mort. Il met en scène la confrontation avec le temps qui fuit inexorable, avec le temps suspendu dans l’instant d’une attente (d’un diagnostic) avec le temps qui nous fait face entre sensation du déjà vécu et horizon futur. Il met en scène la confrontation avec le corps, son exil permanent dans la maladie et l’illusion de pouvoir l’oublier avec le bonheur de son éphémère soustraction au destin, les paroles de ses nombreux dialectes. Sa confrontation avec les fermetures et les ouvertures au monde, enfin sa confrontation avec la finitude et la mort. La mort, lieu mystérieux où, comme le souligne Rosenzweig, tout est le savoir de tout. Confrontation avec l’exil, entre la nostalgie du retour à la maison et la découverte que la maison est à jamais perdue, inhabitable ou suspendue comme “la maison du douanier” de Montale. Une confrontation enfin avec le fond de la vie dont parle Viktor von Weizsäcker.

La Sorge est ainsi le lieu d’une bataille. Soigner / se soucier se composent de regards, de discours et de pratiques mettant en exergue, dans l’expérience de la maladie, une idée d’homme situé entre son destin et sa destination. A cette destination, où s’entrelacent liberté et responsabilité, participe le geste d’accueil et d’hospitalité, fondement de toute relation de soin, de chaque usage de la technique, de chaque effort de compréhension et d’interprétation de cet énigme de la subjectivité qui, dans les crises de l’existence, rendue visible et douloureuse par la maladie, est, de manière dramatique, actualisée.

Une crise qui appelle la présence voire plutôt un surplus de présence de ce qui, humain ou non humain, embrasse la vie de chaque homme. Il faut garantir dans la Sorge ce surplus de présence. Ni la technique, ni un simple acte de communication arrivent à remplir ce devoir qui ne doit pas être réduit à une seule discipline ou à un nouveau rôle professionnel mais qui se dévoile plutôt dans le sentir, dans le penser et dans le faire quelque chose qui est de l’ordre du style, dans la proximité avec la douleur, la souffrance et l’espoir que chaque homme porte en lui-même. Ici, habite la fondamentale condition éthique de l’existence humaine. A la question : quand un homme devient il un homme ? un rabbin répondit : «  un homme devient un homme quand il décide d’être un homme » et Erasmo de Rotterdam , le prince de l`humanisme “l'homme ne naît pas homme, il le devient”.

 

Graziano Martignoni , dr.med. , prof.  

Formazione

Certificate in Advanced Studies in Etica Clinica e umanesimo clinico

Casa Eranos
Ascona - Moscia

22 - 23 Maggio 2014

La scuola di Eranos
La scuola di Eranos

Quinto Modulo: I luoghi e l'atmosfera della cura

I laboratori esperienziali sull’atmosfera, in collaborazione con l’Osservatorio per le Medical Humanities
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana

Quinto Modulo: I luoghi e l'atmosfera della cura

I laboratori esperienziali sull’atmosfera, in collaborazione con l’Osservatorio per le Medical Humanities
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana

Formazione

Modulo Etica Clinica e Medical Humanities, Università Milano Bicocca

Castello Sasso Corbaro
Bellinzona

5 - 9 Maggio 2014

Master in Terapia intensiva
Master in Terapia intensiva

Organizzato dalla SUPSI e dall’OFREM 
in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro di Bellinzona e la Commissione di etica clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (COMEC)

Coordinazione: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni, Martina Malacrida 

Organizzato dalla SUPSI e dall’OFREM 
in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro di Bellinzona e la Commissione di etica clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (COMEC)

Coordinazione: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni, Martina Malacrida 

Formazione

Modulo Etica Clinica e Medical Humanities

SUPSI
Dipartimento Sanità
Stabio

14 - 28 Aprile 2014

Master in clinica generale
Master in clinica generale

Competenza: Promuovere lo sviluppo di un approccio etico nelle cure e in vari contesti o situazioni e condividere con i professionisti coinvolti le responsabilità che ne derivano.

Responsabili: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni

Competenza: Promuovere lo sviluppo di un approccio etico nelle cure e in vari contesti o situazioni e condividere con i professionisti coinvolti le responsabilità che ne derivano.

Responsabili: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni

Formazione

Certificate of Advanced Studies

SUPSI
Dipartimento sanità
Stabile Piazzetta
Manno

23 Gennaio 2014 -
27 Febbraio 2015

CAS Etica e umanesimo clinico
CAS Etica e umanesimo clinico

Responsabili del corso: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni

Responsabili del corso: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni

Il CAS in Etica e umanesimo clinico è dedicato allo studio e all’approfondimento della categoria esistenziale della Cura nelle sue declinazioni transdisciplinari al confine tra le questioni etico-cliniche, quelle bioetiche, quelle filosofiche e psico-antropologiche e non da ultimo quelle legate all’idea di una nuova cittadinanza nel mondo in mutazione. Tutto ciò nell’orizzonte di un vero e proprio umanesimo clinico (Medical Humanities) e di un’idea di Cura basata sul paradigma narrativo. Questa scelta dipende dalla volontà di venire incontro alle esigenze degli infermieri, dei medici e degli operatori sociali che, nella pratica clinica e sanitaria di ogni giorno, si trovano a dover affrontare situazioni complesse e a operare scelte difficili. Il confronto con le questioni e gli intrecci narrativi, che appartengono alle humanitas di quello che chiameremo il “canone occidentale” si rivela così uno strumento indispensabile per affrontare non solo i grandi dilemmi che sorgono di fronte alla malattia e alla cura ma anche le piccole difficoltà della pratica clinica e sanitaria quotidiana.

Struttura del corso

Il corso si avvale di diversi strumenti didattici che hanno come obiettivo quello di calare la teoria e le conoscenze nella pratica di ogni giorno. Oltre alle lezioni frontali seguite dalla discussione con i docenti, sono previste la presentazione e la discussione di un caso clinico e un atelier narrativo attraverso la visione di spezzoni cinematografici o di film, che consentano ai partecipanti di riflettere in modo critico sulle problematiche affrontate durante le lezioni teoriche e, in occasione del laboratorio, di applicare le conoscenze a situazioni concrete in modo da far emergere, per ciascun approccio utilizzato, risorse e limiti. L’approccio interdisciplinare e il coinvolgimento di figure che provengono da ambiti diversi del settore della cura, risponde all’esigenza pratica di rendere possibile il confronto fra diversi punti di vista mediante la ricerca di un linguaggio comune che faciliti la condivisione delle scelte fra figure professionali diverse.

Destinatari

Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Il CAS in Etica e umanesimo clinico è dedicato allo studio e all’approfondimento della categoria esistenziale della Cura nelle sue declinazioni transdisciplinari al confine tra le questioni etico-cliniche, quelle bioetiche, quelle filosofiche e psico-antropologiche e non da ultimo quelle legate all’idea di una nuova cittadinanza nel mondo in mutazione. Tutto ciò nell’orizzonte di un vero e proprio umanesimo clinico (Medical Humanities) e di un’idea di Cura basata sul paradigma narrativo. Questa scelta dipende dalla volontà di venire incontro alle esigenze degli infermieri, dei medici e degli operatori sociali che, nella pratica clinica e sanitaria di ogni giorno, si trovano a dover affrontare situazioni complesse e a operare scelte difficili. Il confronto con le questioni e gli intrecci narrativi, che appartengono alle humanitas di quello che chiameremo il “canone occidentale” si rivela così uno strumento indispensabile per affrontare non solo i grandi dilemmi che sorgono di fronte alla malattia e alla cura ma anche le piccole difficoltà della pratica clinica e sanitaria quotidiana.

Struttura del corso

Il corso si avvale di diversi strumenti didattici che hanno come obiettivo quello di calare la teoria e le conoscenze nella pratica di ogni giorno. Oltre alle lezioni frontali seguite dalla discussione con i docenti, sono previste la presentazione e la discussione di un caso clinico e un atelier narrativo attraverso la visione di spezzoni cinematografici o di film, che consentano ai partecipanti di riflettere in modo critico sulle problematiche affrontate durante le lezioni teoriche e, in occasione del laboratorio, di applicare le conoscenze a situazioni concrete in modo da far emergere, per ciascun approccio utilizzato, risorse e limiti. L’approccio interdisciplinare e il coinvolgimento di figure che provengono da ambiti diversi del settore della cura, risponde all’esigenza pratica di rendere possibile il confronto fra diversi punti di vista mediante la ricerca di un linguaggio comune che faciliti la condivisione delle scelte fra figure professionali diverse.

Destinatari

Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Il CAS in Etica e umanesimo clinico è dedicato allo studio e all’approfondimento della categoria esistenziale della Cura nelle sue declinazioni transdisciplinari al confine tra le questioni etico-cliniche, quelle bioetiche, quelle filosofiche e psico-antropologiche e non da ultimo quelle legate all’idea di una nuova cittadinanza nel mondo in mutazione. Tutto ciò nell’orizzonte di un vero e proprio umanesimo clinico (Medical Humanities) e di un’idea di Cura basata sul paradigma narrativo. Questa scelta dipende dalla volontà di venire incontro alle esigenze degli infermieri, dei medici e degli operatori sociali che, nella pratica clinica e sanitaria di ogni giorno, si trovano a dover affrontare situazioni complesse e a operare scelte difficili. Il confronto con le questioni e gli intrecci narrativi, che appartengono alle humanitas di quello che chiameremo il “canone occidentale” si rivela così uno strumento indispensabile per affrontare non solo i grandi dilemmi che sorgono di fronte alla malattia e alla cura ma anche le piccole difficoltà della pratica clinica e sanitaria quotidiana.

Struttura del corso

Il corso si avvale di diversi strumenti didattici che hanno come obiettivo quello di calare la teoria e le conoscenze nella pratica di ogni giorno. Oltre alle lezioni frontali seguite dalla discussione con i docenti, sono previste la presentazione e la discussione di un caso clinico e un atelier narrativo attraverso la visione di spezzoni cinematografici o di film, che consentano ai partecipanti di riflettere in modo critico sulle problematiche affrontate durante le lezioni teoriche e, in occasione del laboratorio, di applicare le conoscenze a situazioni concrete in modo da far emergere, per ciascun approccio utilizzato, risorse e limiti. L’approccio interdisciplinare e il coinvolgimento di figure che provengono da ambiti diversi del settore della cura, risponde all’esigenza pratica di rendere possibile il confronto fra diversi punti di vista mediante la ricerca di un linguaggio comune che faciliti la condivisione delle scelte fra figure professionali diverse.

Destinatari

Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Il CAS in Etica e umanesimo clinico è dedicato allo studio e all’approfondimento della categoria esistenziale della Cura nelle sue declinazioni transdisciplinari al confine tra le questioni etico-cliniche, quelle bioetiche, quelle filosofiche e psico-antropologiche e non da ultimo quelle legate all’idea di una nuova cittadinanza nel mondo in mutazione. Tutto ciò nell’orizzonte di un vero e proprio umanesimo clinico (Medical Humanities) e di un’idea di Cura basata sul paradigma narrativo. Questa scelta dipende dalla volontà di venire incontro alle esigenze degli infermieri, dei medici e degli operatori sociali che, nella pratica clinica e sanitaria di ogni giorno, si trovano a dover affrontare situazioni complesse e a operare scelte difficili. Il confronto con le questioni e gli intrecci narrativi, che appartengono alle humanitas di quello che chiameremo il “canone occidentale” si rivela così uno strumento indispensabile per affrontare non solo i grandi dilemmi che sorgono di fronte alla malattia e alla cura ma anche le piccole difficoltà della pratica clinica e sanitaria quotidiana.

Struttura del corso

Il corso si avvale di diversi strumenti didattici che hanno come obiettivo quello di calare la teoria e le conoscenze nella pratica di ogni giorno. Oltre alle lezioni frontali seguite dalla discussione con i docenti, sono previste la presentazione e la discussione di un caso clinico e un atelier narrativo attraverso la visione di spezzoni cinematografici o di film, che consentano ai partecipanti di riflettere in modo critico sulle problematiche affrontate durante le lezioni teoriche e, in occasione del laboratorio, di applicare le conoscenze a situazioni concrete in modo da far emergere, per ciascun approccio utilizzato, risorse e limiti. L’approccio interdisciplinare e il coinvolgimento di figure che provengono da ambiti diversi del settore della cura, risponde all’esigenza pratica di rendere possibile il confronto fra diversi punti di vista mediante la ricerca di un linguaggio comune che faciliti la condivisione delle scelte fra figure professionali diverse.

Destinatari

Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi, psicologi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Formazione

Modulo Etica Clinica e Medical Humanities Università di Milano Bicocca

Castello Sasso Corbaro
Bellinzona

22 - 26 Aprile 2013

Master di Terapia Intensiva
Master di Terapia Intensiva

Organizzato dalla SUPSI e dall’IRIEMH
in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro di Bellinzona

Coordinazione: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni, Martina Malacrida

Organizzato dalla SUPSI e dall’IRIEMH
in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro di Bellinzona

Coordinazione: Roberto Malacrida, Graziano Martignoni, Martina Malacrida

switcher