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Public events

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Public events

Since 2004 the Foundation has organised monthly ethical film cycles on specific topics related to Medical Humanities. Each cycle includes viewing about ten films introduced by an expert, always followed by a discussion with the audience. These film cycles are open to the public and take place at the Ospedale Civico, Via Tesserete 46, Lugano, and in Bellinzona at the Ospedale San Giovanni in Via Ospedale.

The Foundation also organises courses of lectures on specific topics linked to clinical humanism and ethics; these are open to the general public as well.

Since 2004 the Foundation has organised monthly ethical film cycles on specific topics related to Medical Humanities. Each cycle includes viewing about ten films introduced by an expert, always followed by a discussion with the audience. These film cycles are open to the public and take place at the Ospedale Civico, Via Tesserete 46, Lugano, and in Bellinzona at the Ospedale San Giovanni in Via Ospedale.

The Foundation also organises courses of lectures on specific topics linked to clinical humanism and ethics; these are open to the general public as well.

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Eventi pubblici

Eventi pubblici
Eventi pubblici

La Fondazione si dedica alla promozione di numerosi eventi pubblici: dall’annuale Convegno, che sin dal 2015 riunisce professionisti nell’ambito della cura e ‘grande pubblico’ di fronte ai grandi temi delle Medical Humanities, ai percorsi «Prognosi e Destino», concepiti in collaborazione con il Liceo di Bellinzona e la Scuola Cantonale di Commercio e destinati in particolare ad un pubblico giovane; dai percorsi etico-cinematografici, in cui la visione di un film viene coniugata ad un dibattito curato da un esperto del settore, fino ai cicli di conferenze su tematiche specifiche legate all’umanesimo clinico e all’etica, rivolte a tutta la popolazione interessata.

La Fondazione si dedica alla promozione di numerosi eventi pubblici: dall’annuale Convegno, che sin dal 2015 riunisce professionisti nell’ambito della cura e ‘grande pubblico’ di fronte ai grandi temi delle Medical Humanities, ai percorsi «Prognosi e Destino», concepiti in collaborazione con il Liceo di Bellinzona e la Scuola Cantonale di Commercio e destinati in particolare ad un pubblico giovane; dai percorsi etico-cinematografici, in cui la visione di un film viene coniugata ad un dibattito curato da un esperto del settore, fino ai cicli di conferenze su tematiche specifiche legate all’umanesimo clinico e all’etica, rivolte a tutta la popolazione interessata.

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Catalogo videoteca

Catalogo videoteca
Catalogo videoteca

Il catalogo della videoteca FSC è consultabile attraverso la sezione “Fondi Speciali” presente sul sito del Sistema Bibliotecario Ticinese (Sbt).

Il catalogo della videoteca FSC è consultabile attraverso la sezione “Fondi Speciali” presente sul sito del Sistema Bibliotecario Ticinese (Sbt).

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Bando di concorso per l’assegnazione di “Sussidi di studio in memoria di Venka Miletic”

Premio
Premio

Il Consiglio della Fondazione Sasso Corbaro, in collaborazione con la SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, mette a concorso, per l’anno 2020 (anno scolastico 2019/2020), i seguenti sussidi di studio in ricordo di Venka Miletic, deceduta a Lugano nell’aprile del 2013 all’età di 62 anni.

N. 2 “Premi Venka Miletic” dell’importo di CHF 3'000 = cad. destinati a studenti SUPSI autori di una tesi di laurea triennale o un lavoro di diploma in ambito sanitario/sociale/economico nella quale siano ravvisati elementi di autentico interesse per tematiche inerenti le Medical humanities e/o l’etica clinica e/o della salute pubblica.

N. 1 “Borsa di studio in memoria di Venka Miletic” dell’importo di CHF 4'000 = cad. destinata a studenti iscritti a un master in Medical humanities.

La Fondazione Sasso Corbaro, fondata nel 2000 su iniziativa di medici, imprenditori e studiosi, ha lo scopo di promuovere lo studio, l’insegnamento e la ricerca nel campo delle Medical humanities e dell’etica clinica.

I Premi di cui al presente bando hanno lo scopo di dare visibilità e gratificazione a lavori che contribuiscano a diffondere, in ambito sanitario e assistenziale, una interpretazione umanistica della delicata relazione curante/paziente.

La Borsa di studio ha lo scopo di agevolare il percorso scolastico di studenti orientati a praticare, nella loro esperienza professionale, i principi Medical humanities.

Una giuria composta da tre membri, di cui due interni alla Fondazione e uno esterno alla Fondazione, valuterà gli elaborati, con giudizio insindacabile, sulla base dei seguenti criteri di massima:

Per le tesi di laurea e lavori di diploma:

  • originalità delle argomentazioni;
  • chiarezza espositiva;
  • coerenza con le finalità del bando;
  • appropriatezza e varietà delle fonti;
  • curriculum vitae e studiorum.

Per la borsa di studio:

  • risultati conseguiti dal candidato/a durante il suo percorso di studio;
  • sensibilità e propensione del candidato/a per le tematiche Medical Humanities,  con  particolare attenzione al rapporto paziente-curante;
  • curriculum vitae e studiorum.

In caso di adesioni insufficienti o di lavori ritenuti di scarsa considerazione, la giuria si riserva la facoltà di non assegnare i premi.
In caso di attribuzione del premio il candidato  si impegna a presenziare  alla cerimonia di premiazione, la cui data sarà comunicata a tempo opportuno.
In caso di suo impedimento,  si impegna a indicare un delegato che ritirerà il premio in sua vece.

Per partecipare all’assegnazione dei sussidi di studio i candidati dovranno inviare alla Segreteria della Fondazione Sasso Corbaro la seguente documentazione:

Per le tesi di laurea e lavori di diploma:

  • L’elaborato in formato elettronico, eventualmente accompagnato da una sintesi in formato cartaceo di massimo 2'500 parole;
  • Breve curriculum vitae e, se ritenuto opportuno, eventuale documentazione atta a rappresentare il proprio percorso formativo;
  • Fotocopia di un documento di identità;
  • Autorizzazione alla eventuale pubblicazione a titolo gratuito della tesi o della sintesi  sulla “Rivista per le Medical Humanities” della Fondazione Sasso Corbaro;

Per la borsa di studio:

  • Attestato di frequenza o titolo di studio conseguito.
  • Curriculum vitae e curriculum studiorum.
  • Fotocopia di un documento di identità.
  • Una nota biografica che fornisca, anche sulla base di eventuali esperienze dirette o di attestazioni di insegnanti o superiori, indicazioni utili a chiarire  i seguenti punti della personalità del candidato/a: 
  1. Come ha maturato sensibilità e interesse per le tematiche inerenti  le Medical Humanities.
  2. Perché ritiene che un approccio Medical Humanities possa migliorare le condizioni del paziente e il rapporto paziente/curante.
  3. Come ritiene di realizzare un approccio Medical Humanities nella sua attività  professionale presente o futura.

I Sussidi di studio in memoria di Venka Miletic sono compatibili con altri premi o assegni di studio.

Le domande, redatte sull’apposito formulario che può essere scaricato dal sito della Fondazione, http://www.sasso-corbaro.ch/content/premio, dovranno pervenire alla Segreteria della Fondazione, unitamente alla documentazione richiesta entro il 31 dicembre 2020

 

Il Consiglio della Fondazione Sasso Corbaro, in collaborazione con la SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, mette a concorso, per l’anno 2020 (anno scolastico 2019/2020), i seguenti sussidi di studio in ricordo di Venka Miletic, deceduta a Lugano nell’aprile del 2013 all’età di 62 anni.

N. 2 “Premi Venka Miletic” dell’importo di CHF 3'000 = cad. destinati a studenti SUPSI autori di una tesi di laurea triennale o un lavoro di diploma in ambito sanitario/sociale/economico nella quale siano ravvisati elementi di autentico interesse per tematiche inerenti le Medical humanities e/o l’etica clinica e/o della salute pubblica.

N. 1 “Borsa di studio in memoria di Venka Miletic” dell’importo di CHF 4'000 = cad. destinata a studenti iscritti a un master in Medical humanities.

La Fondazione Sasso Corbaro, fondata nel 2000 su iniziativa di medici, imprenditori e studiosi, ha lo scopo di promuovere lo studio, l’insegnamento e la ricerca nel campo delle Medical humanities e dell’etica clinica.

I Premi di cui al presente bando hanno lo scopo di dare visibilità e gratificazione a lavori che contribuiscano a diffondere, in ambito sanitario e assistenziale, una interpretazione umanistica della delicata relazione curante/paziente.

La Borsa di studio ha lo scopo di agevolare il percorso scolastico di studenti orientati a praticare, nella loro esperienza professionale, i principi Medical humanities.

Una giuria composta da tre membri, di cui due interni alla Fondazione e uno esterno alla Fondazione, valuterà gli elaborati, con giudizio insindacabile, sulla base dei seguenti criteri di massima:

Per le tesi di laurea e lavori di diploma:

  • originalità delle argomentazioni;
  • chiarezza espositiva;
  • coerenza con le finalità del bando;
  • appropriatezza e varietà delle fonti;
  • curriculum vitae e studiorum.

Per la borsa di studio:

  • risultati conseguiti dal candidato/a durante il suo percorso di studio;
  • sensibilità e propensione del candidato/a per le tematiche Medical Humanities,  con  particolare attenzione al rapporto paziente-curante;
  • curriculum vitae e studiorum.

In caso di adesioni insufficienti o di lavori ritenuti di scarsa considerazione, la giuria si riserva la facoltà di non assegnare i premi.
In caso di attribuzione del premio il candidato  si impegna a presenziare  alla cerimonia di premiazione, la cui data sarà comunicata a tempo opportuno.
In caso di suo impedimento,  si impegna a indicare un delegato che ritirerà il premio in sua vece.

Per partecipare all’assegnazione dei sussidi di studio i candidati dovranno inviare alla Segreteria della Fondazione Sasso Corbaro la seguente documentazione:

Per le tesi di laurea e lavori di diploma:

  • L’elaborato in formato elettronico, eventualmente accompagnato da una sintesi in formato cartaceo di massimo 2'500 parole;
  • Breve curriculum vitae e, se ritenuto opportuno, eventuale documentazione atta a rappresentare il proprio percorso formativo;
  • Fotocopia di un documento di identità;
  • Autorizzazione alla eventuale pubblicazione a titolo gratuito della tesi o della sintesi  sulla “Rivista per le Medical Humanities” della Fondazione Sasso Corbaro;

Per la borsa di studio:

  • Attestato di frequenza o titolo di studio conseguito.
  • Curriculum vitae e curriculum studiorum.
  • Fotocopia di un documento di identità.
  • Una nota biografica che fornisca, anche sulla base di eventuali esperienze dirette o di attestazioni di insegnanti o superiori, indicazioni utili a chiarire  i seguenti punti della personalità del candidato/a: 
  1. Come ha maturato sensibilità e interesse per le tematiche inerenti  le Medical Humanities.
  2. Perché ritiene che un approccio Medical Humanities possa migliorare le condizioni del paziente e il rapporto paziente/curante.
  3. Come ritiene di realizzare un approccio Medical Humanities nella sua attività  professionale presente o futura.

I Sussidi di studio in memoria di Venka Miletic sono compatibili con altri premi o assegni di studio.

Le domande, redatte sull’apposito formulario che può essere scaricato dal sito della Fondazione, http://www.sasso-corbaro.ch/content/premio, dovranno pervenire alla Segreteria della Fondazione, unitamente alla documentazione richiesta entro il 31 dicembre 2020

 

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Ricerca

Ricerca
Ricerca

La Fondazione Sasso Corbaro promuove progetti di ricerca nell’ambito dell’umanesimo clinico e dell’etica.

Negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione ai temi dell’intimità nella cura, della speranza nella comunicazione della prognosi e della contenzione farmacologica e fisica nei reparti di medicina intensiva.

I progetti in corso attualmente si concentrano da un lato sul tema dell'etica in campo pediatrico; dall'altro, sull'emergenza COVID-19, sondando la percezione delle linee guida relative al triage da parte del personale medico attivo nei reparti di cure intense, l'impatto psicologico delle misure di restrizione delle libertà personali e la proporzionalità di tali misure.

La Fondazione Sasso Corbaro promuove progetti di ricerca nell’ambito dell’umanesimo clinico e dell’etica.

Negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione ai temi dell’intimità nella cura, della speranza nella comunicazione della prognosi e della contenzione farmacologica e fisica nei reparti di medicina intensiva.

I progetti in corso attualmente si concentrano da un lato sul tema dell'etica in campo pediatrico; dall'altro, sull'emergenza COVID-19, sondando la percezione delle linee guida relative al triage da parte del personale medico attivo nei reparti di cure intense, l'impatto psicologico delle misure di restrizione delle libertà personali e la proporzionalità di tali misure.

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Contatti

Contatti
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Sede operativa
Ente Ospedaliero Cantonale
Via Lugano 4b
CH-6500 Bellinzona
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Telefono
t +41 91 811 14 25
t +41 91 811 14 25

 
 
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Via Lugano 4b
CH-6500 Bellinzona
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Abstract ricerca

Le cure intensive “aperte” nel Canton Ticino: il ruolo di rappresentanza di familiari e curanti

Valentina Di Bernardo
Nicola Grignoli
Chantal Marazia
Roberto Malacrida
A. Perren

Intimità
Intimità

Introduzione
Il tema dell’apertura delle cure intensive (ICU) è di attualità in Svizzera rispetto al ruolo di rappresentanza dei familiari a seguito dell’entrata in vigore nel 2013 della nuova Legge sulla Protezione degli adulti, che riconosce ai familiari dei pazienti non più capaci di discernimento un ruolo centrale nella presa di decisione medica.

Metodo
La ricerca si è svolta presso i 4 reparti di ICU “aperte” degli ospedali appartenenti all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), che raggruppa gli ospedali pubblici del Cantone Ticino (Svizzera). Per sondare il ruolo dei familiari nelle ICU ci siamo avvalsi di questionario ad hoc distribuito contemporaneamente a pazienti, familiari e curanti in maniera consecutiva durante 6 mesi. Abbiamo misurato come viene percepita la presenza dei familiari e quali sono gli aspetti che risultano invasivi della sfera personale . 

Risultati 
Sono stati riconsegnati n=349 questionari (n=176 familiari, n=173 pazienti, n=134 curanti). I pazienti del campione sono rappresentativi per quanto riguarda l’età e la durata del ricovero, con una differenza significativa (p<0.002) per gravità della condizione misurata con lo score SAPS-II che risulta minore. Sono state analizzate 120 coppie di pazienti e familiari: globalmente pazienti e familiari rispondono in maniera molto omogenea (p<0.001). Il familiare sembra dunque condividere il vissuto del paziente. Le risposte dei curanti differiscono invece in modo significativo (p<0.001) da quelle dei pazienti e familiari, che hanno una diversa visione di ciò che risulta stressante o invasivo durante il ricovero in ICU. La stessa discordanza fra gruppi risulta riguardo all’interesse di aprire le ICU ai familiari. 

Conclusioni 
La salvaguardia della sfera personale dei pazienti più fragili sembra essere garantita nelle ICU “aperte” dall’intermediazione dei familiari, che meglio dei curanti sono in grado di immedesimarsi nel vissuto dei pazienti. Le criticità sollevate dai curanti riguardo alla presenza dei familiari sono indice di una necessità formativa ed organizzativa, per meglio riuscire il ruolo di mediazione al quale vengono chiamati quando è necessario ricorrere a un rappresentante terapeutico.

 

Introduzione
Il tema dell’apertura delle cure intensive (ICU) è di attualità in Svizzera rispetto al ruolo di rappresentanza dei familiari a seguito dell’entrata in vigore nel 2013 della nuova Legge sulla Protezione degli adulti, che riconosce ai familiari dei pazienti non più capaci di discernimento un ruolo centrale nella presa di decisione medica.

Metodo
La ricerca si è svolta presso i 4 reparti di ICU “aperte” degli ospedali appartenenti all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), che raggruppa gli ospedali pubblici del Cantone Ticino (Svizzera). Per sondare il ruolo dei familiari nelle ICU ci siamo avvalsi di questionario ad hoc distribuito contemporaneamente a pazienti, familiari e curanti in maniera consecutiva durante 6 mesi. Abbiamo misurato come viene percepita la presenza dei familiari e quali sono gli aspetti che risultano invasivi della sfera personale . 

Risultati 
Sono stati riconsegnati n=349 questionari (n=176 familiari, n=173 pazienti, n=134 curanti). I pazienti del campione sono rappresentativi per quanto riguarda l’età e la durata del ricovero, con una differenza significativa (p<0.002) per gravità della condizione misurata con lo score SAPS-II che risulta minore. Sono state analizzate 120 coppie di pazienti e familiari: globalmente pazienti e familiari rispondono in maniera molto omogenea (p<0.001). Il familiare sembra dunque condividere il vissuto del paziente. Le risposte dei curanti differiscono invece in modo significativo (p<0.001) da quelle dei pazienti e familiari, che hanno una diversa visione di ciò che risulta stressante o invasivo durante il ricovero in ICU. La stessa discordanza fra gruppi risulta riguardo all’interesse di aprire le ICU ai familiari. 

Conclusioni 
La salvaguardia della sfera personale dei pazienti più fragili sembra essere garantita nelle ICU “aperte” dall’intermediazione dei familiari, che meglio dei curanti sono in grado di immedesimarsi nel vissuto dei pazienti. Le criticità sollevate dai curanti riguardo alla presenza dei familiari sono indice di una necessità formativa ed organizzativa, per meglio riuscire il ruolo di mediazione al quale vengono chiamati quando è necessario ricorrere a un rappresentante terapeutico.

 

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Research

Research
Research

The foundation promotes research projects within the field of clinical humanism and ethics. In recent years special attention has been devoted to the questions of intimacy in treatment and of pharmacological and physical restraint in intensive care units. Currently underway are a study into the ethical committees of Swiss hospitals and one into the concept of emergency.

The foundation promotes research projects within the field of clinical humanism and ethics. In recent years special attention has been devoted to the questions of intimacy in treatment and of pharmacological and physical restraint in intensive care units. Currently underway are a study into the ethical committees of Swiss hospitals and one into the concept of emergency.

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