15.10.2020 - 20:00

6° Convegno

Bellinzona, Monte Carasso
Antico Convento delle Agostiniane*

15 ottobre 2020

 Programma
 Presentazione 

Curare la notte, curare di notte. Prendersi cura dei curanti 4.
Curare la notte, curare di notte. Prendersi cura dei curanti 4.

«La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie». 
Antonio Tabucchi 

Nel silenzio e nella solitudine della notte sorgono molto suoni, voci, molti mondi che attendono di dialogare. Un dialogo a volte difficile. Molti di noi raccontano la loro esperienza di curanti della notte, esponendosi a potenziali rischi per il benessere psico-fisico. Come curare allora di notte limitando le conseguenze negative sul piano personale? Durante la notte inoltre, ma non solo, il curante si imbatte in zone d’ombra dove la comprensione dell’esperienza di cura, del Sé e dell’Altro viene a mancare, compromettendo la capacità di agire e persino la relazione terapeutica. Diventa quindi imperativo curare la notte, fare chiarezza rispetto al buio di fronte a Sé e nell’incontro con l’Altro. Nel corso della giornata, le relazioni plenarie e in seguito i laboratori esperienziali permetteranno di elucidare alcuni aspetti della cura di sé in quanto curante della notte e del buio come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e della relazione di cura. 

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. 

Iscrizione obbligatoria entro l’8 ottobre 2020 a fondazione@sasso-corbaro.ch
CHF 120.- standing lunch incluso

*N.B. Qualora la situazione sanitaria non dovesse permettere di incontrarci dal vivo, il Convegno si svolgerà per via digitale. Per qualsiasi informazione vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch

«La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie». 
Antonio Tabucchi 

Nel silenzio e nella solitudine della notte sorgono molto suoni, voci, molti mondi che attendono di dialogare. Un dialogo a volte difficile. Molti di noi raccontano la loro esperienza di curanti della notte, esponendosi a potenziali rischi per il benessere psico-fisico. Come curare allora di notte limitando le conseguenze negative sul piano personale? Durante la notte inoltre, ma non solo, il curante si imbatte in zone d’ombra dove la comprensione dell’esperienza di cura, del Sé e dell’Altro viene a mancare, compromettendo la capacità di agire e persino la relazione terapeutica. Diventa quindi imperativo curare la notte, fare chiarezza rispetto al buio di fronte a Sé e nell’incontro con l’Altro. Nel corso della giornata, le relazioni plenarie e in seguito i laboratori esperienziali permetteranno di elucidare alcuni aspetti della cura di sé in quanto curante della notte e del buio come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e della relazione di cura. 

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. 

Iscrizione obbligatoria entro l’8 ottobre 2020 a fondazione@sasso-corbaro.ch
CHF 120.- standing lunch incluso

*N.B. Qualora la situazione sanitaria non dovesse permettere di incontrarci dal vivo, il Convegno si svolgerà per via digitale. Per qualsiasi informazione vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch

17.10.2019 - 08:00

5° Convegno

Bellinzona, Monte Carasso
Antico Convento delle Agostiniane

17 ottobre 2019
 

Arcipelago della felicità. Approdi della cura. Prendersi cura dei curanti, 3
Arcipelago della felicità. Approdi della cura. Prendersi cura dei curanti, 3

La navigazione attorno al tema del prendersi cura dei curanti ha esplorato ampiamente l’orizzonte tematico, scandagliato i suoi fondali più nascosti, e approda infine all’arcipelago della felicità.
Cosa nutre il benessere del curante, influenza posi- tivamente la sua qualità di vita lavorativa e mantiene viva la soddisfazione nel lavoro quotidiano fuori e dentro l’ospedale?Le isole di ammaraggio che verranno toccate in questo viaggio ci porteranno a indagare lo spazio di cura per poi avvicinarci lentamente alla persona del curante, alla sua maniera di alimentare corpo e mente fino ad andare ad interrogare la sua identità e vocazione. Si salperà di primo mattino facendosi portare da relazioni plenarie per poi mettere piede a terra nel pomeriggio con laboratori esperienziali.

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico

Iscrizione obbligatoria entro il 4 ottobre a: fondazione@sasso-corbaro.ch Fr. 100.— pranzo incluso

La navigazione attorno al tema del prendersi cura dei curanti ha esplorato ampiamente l’orizzonte tematico, scandagliato i suoi fondali più nascosti, e approda infine all’arcipelago della felicità.
Cosa nutre il benessere del curante, influenza posi- tivamente la sua qualità di vita lavorativa e mantiene viva la soddisfazione nel lavoro quotidiano fuori e dentro l’ospedale?Le isole di ammaraggio che verranno toccate in questo viaggio ci porteranno a indagare lo spazio di cura per poi avvicinarci lentamente alla persona del curante, alla sua maniera di alimentare corpo e mente fino ad andare ad interrogare la sua identità e vocazione. Si salperà di primo mattino facendosi portare da relazioni plenarie per poi mettere piede a terra nel pomeriggio con laboratori esperienziali.

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico

Iscrizione obbligatoria entro il 4 ottobre a: fondazione@sasso-corbaro.ch Fr. 100.— pranzo incluso

18.10.2018 - da 08:30 a 17:15

4° Convegno

Bellinzona Monte Carasso
Convento delle Agostiniane

18 Ottobre 2018

Sentieri oscuri della cura. Prendersi cura dei curanti 2
Sentieri oscuri della cura. Prendersi cura dei curanti 2

Il mestiere di cura espone quotidianamente a emozioni estreme, che possono risultare traumatiche, nuocendo alla qualità di vita lavorativa e alle relazioni presenti e future con i pazienti. Non solo lacrime di compassione solcano a volte il viso dei curanti, ma anche espressioni di rabbia, paura o in maniera più sottile e ripetuta sentimenti di frustrazione, noia e desiderio di essere altrove. È allora che si percorrono i sentieri oscuri della cura, là dove i pensieri non sono pensati né detti, ma si tende invece ad agire più o meno impulsivamente per cercare una via d’uscita da un senso di oppressione. Come riconoscere quando si percorrono queste vie all’ombra e come orientarsi lungo questi sentieri?

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico.

Iscrizione obbligatoria entro il 5 ottobre a:
fondazione@sasso-corbaro.ch
Fr. 60.— pranzo incluso

Il mestiere di cura espone quotidianamente a emozioni estreme, che possono risultare traumatiche, nuocendo alla qualità di vita lavorativa e alle relazioni presenti e future con i pazienti. Non solo lacrime di compassione solcano a volte il viso dei curanti, ma anche espressioni di rabbia, paura o in maniera più sottile e ripetuta sentimenti di frustrazione, noia e desiderio di essere altrove. È allora che si percorrono i sentieri oscuri della cura, là dove i pensieri non sono pensati né detti, ma si tende invece ad agire più o meno impulsivamente per cercare una via d’uscita da un senso di oppressione. Come riconoscere quando si percorrono queste vie all’ombra e come orientarsi lungo questi sentieri?

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico.

Iscrizione obbligatoria entro il 5 ottobre a:
fondazione@sasso-corbaro.ch
Fr. 60.— pranzo incluso

19.10.2017 - da 09:00 a 18:00

3° Convegno

Bellinzona

19 Ottobre 2017

 

Prendersi cura dei curanti
Prendersi cura dei curanti

Essere quotidianamente confrontati con la malattia e la sofferenza, ma anche con le aspettative di guarigione, significa condividere intense esperienze emotive che risuonano sul piano personale. Ogni curante porta a casa la sera o il mattino dopo il proprio turno ricordi, sensazioni e immagini suscitati dall’incontro con i pazienti e con i famigliari. L’empatia e la compassione, indispensabili nella pratica clinica, richiedono di essere continuamente nutrite per riuscire a mantenere desiderio e motivazione nel lavoro di cura. Saranno presentati nella giornata di studio dati scientifici, modelli istituzionali e esempi pratici a sostegno di queste capacità vitali per i curanti dentro e fuori dall’ospedale.

Essere quotidianamente confrontati con la malattia e la sofferenza, ma anche con le aspettative di guarigione, significa condividere intense esperienze emotive che risuonano sul piano personale. Ogni curante porta a casa la sera o il mattino dopo il proprio turno ricordi, sensazioni e immagini suscitati dall’incontro con i pazienti e con i famigliari. L’empatia e la compassione, indispensabili nella pratica clinica, richiedono di essere continuamente nutrite per riuscire a mantenere desiderio e motivazione nel lavoro di cura. Saranno presentati nella giornata di studio dati scientifici, modelli istituzionali e esempi pratici a sostegno di queste capacità vitali per i curanti dentro e fuori dall’ospedale.

06.10.2016 - 12:30

2° Convegno

Sala consiglio comunale Bellinzona

6 Ottobre 2016
13.30

Limiti confini e soglie, i paesaggi della cura
Limiti confini e soglie, i paesaggi della cura
L’umanesimo clinico abita nello stesso tempo questi tre paesaggi così definiti: - il confine tra la potenza della tecno-medicina e la dimensione umanistica della cura - i limiti di fronte alle possibilità della medicina, che interrogano l’orizzonte etico e culturale a cui la malattia consegna l’uomo - la soglia, che non chiude in stretti confini e non limita il coraggio del futuro, ma è soprattutto apertura, là dove sempre può nascere qualcosa d’altro e a volte di nuovo. A colloquio con specialisti di varie discipline che si confrontano nella pratica clinica con le sfide poste dai limiti, confini e soglie. Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. Entrata libera.
L’umanesimo clinico abita nello stesso tempo questi tre paesaggi così definiti: - il confine tra la potenza della tecno-medicina e la dimensione umanistica della cura - i limiti di fronte alle possibilità della medicina, che interrogano l’orizzonte etico e culturale a cui la malattia consegna l’uomo - la soglia, che non chiude in stretti confini e non limita il coraggio del futuro, ma è soprattutto apertura, là dove sempre può nascere qualcosa d’altro e a volte di nuovo. A colloquio con specialisti di varie discipline che si confrontano nella pratica clinica con le sfide poste dai limiti, confini e soglie. Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. Entrata libera.
03.09.2015 - 12:30

1° Convegno

Sala consiglio comunale
e
Castello Sasso Corbaro
Bellinzona

3 Settembre 2015
13.00

Il ruolo della speranza nella comunicazione della prognosi
Il ruolo della speranza nella comunicazione della prognosi

La speranza mette in luce i punti di forza e di fragilità del principio di autonomia applicato alla comunicazione della prognosi: essere informati sulla malattia è un diritto e non un dovere.
Il convegno riunisce specialisti di diversi ambiti clinici e diverse discipline facendosi così occasione di scambio reciproco per chi è impegnato nella cura dei malati e confrontato con i dilemmi etici posti dalla speranza.

Entrata libera

La speranza mette in luce i punti di forza e di fragilità del principio di autonomia applicato alla comunicazione della prognosi: essere informati sulla malattia è un diritto e non un dovere.
Il convegno riunisce specialisti di diversi ambiti clinici e diverse discipline facendosi così occasione di scambio reciproco per chi è impegnato nella cura dei malati e confrontato con i dilemmi etici posti dalla speranza.

Entrata libera

da 21.10.2021 - 09:00 a 22.10.2021 - 23:00

7° Convegno annuale della Fondazione Sasso Corbaro

Antico Convento delle Agostiniane
6513 Monte Carasso

21 ottobre 2021

 Locandina

Il senso della cura e la cura dei sensi
Il senso della cura e la cura dei sensi

“Parlare, e soprattutto scrivere, è sempre un modo di venire a patti con la mancanza di senso della vita”. 
Antonio Tabucchi 


Il tema del Convegno 2021 della Fondazione Sasso Corbaro, Il senso della Cura e la cura dei sensi, è l’ineludibile e a volte contraddittorio rapporto al cuore della Cura stessa tra ragione e sentimenti. Una tematica che verrà interrogata attraverso il pensiero e la pratica dei sensi, capaci di aprire la preoccupazione di Sé e dell’Altro ad una sorta di passaggio a Nord-Ovest – secondo l’espressione di Michel Serres – orientato all’ascolto e alla comprensione della complessità della relazione umana di aiuto e di cura. Sarà così una riflessione a più voci sui sensi e sul senso dei sensi a rivelare aspetti dell’attività clinica fondamentali poiché posti alla base della Cura stessa. Che ruolo giocano, nella presa in carico della sofferenza del paziente, i molti modi del guardare e dell’ascoltare, le diverse forme del toccare e del contatto corporeo, gli organi del gusto e dell’olfatto, la dimensione atmosferica che colora il contesto dell’incontro? Come dialogano tra loro, nel cuore dell’esperienza clinica come in quella educativa, sino alle pratiche di alta tecnologia della medicina contemporanea, sensorialità, sensibilità, sensualità, sentimento e ragione

I versi di Rimbaud accompagnano questo percorso sull’intimità sensologica nella cura. Sullo sfondo vi è il tema delle quattro forme della razionalità, che la Cura mette in gioco: razionalità calcolante, immaginativa, sensibile e narrativa. Sarà soprattutto a partire dalla razionalità sensibile, che si misurerà la capacità della Cura, intesa nel paradigma dell’umanesimo clinico, di cogliere l’orizzonte della soggettività malata, ferita. 

Riflessioni che mettono in gioco quella che Edgard Morin chiama la “double pensée”Logos e Pathos, le due ali “dell’angelo” della conoscenza che prepara l’azione. Da una parte ciò che appartiene all’ordine del calcolo, della misura del concetto che separa e distingue, la “raison raisonnante” e dall’altra ciò che appartiene ai sentimenti, alla ragione sensibile (Michel Maffesoli) alla ragione melodica (Maria Zambrano), a quel movimento dell’anima che non separa ma unisce e che cerca e trova corrispondenze. Verranno indagati alcuni fondamentali sensi della conoscenza e le loro duplicità come udire / ascoltare, vedere / guardare, toccare / essere toccato, il sesto senso dell’intuito e il settimo senso dell’atmosferico

Graziano Martignoni 
vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

_______________________________

PROGRAMMA 

Conferenze 

8:30 Accoglienza 

9:00 Introduzione al convegno | Graziano Martignoni, vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

9:15 Il senso della cura | Carmine Di Martino, professore ordinario di Filosofia Morale, Università Statale di Milano 

10:00 La cura dei sensi | Bernardino Fantini, professore emerito di Storia della Medicina, Università di Ginevra 

11:15 Il senso della parole che diventano storie | Daniele Finzi Pasca, regista, coreografo e attore (contributo video) 

11:45 Il senso della vista legato all’arte | Manuela Kahn, storica dell’arte 

12:30 La cultura dei sensi: la voce | Ulrike Keil, fisioterapista, formatrice per adulti 


Workshop 

14:30 Ascoltare e sentire | Bernardino Fantini, professore emerito di Storia della Medicina, Università di Ginevra 

Muovere e percepire | Matteo Orefice, BSc, MSc, responsabile servizio di attivazione e riabilitazione, Parco San Rocco 

Sentire e toccare | Carole Haensler, direttrice Museo Villa dei Cedri 

Gustare e assaporare | Ulrike Keil, fisioterapista, formatrice per adulti 


Chiusura della giornata 

16:45 L’atmosferico | Graziano Martignoni, vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

_______________________________

Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. 
Iscrizione obbligatoria entro il 15 ottobre 2021 a fondazione@sasso-corbaro.ch 
CHF 120.- standing lunch incluso 

Con il patrocinio della COMEC, Commissione di etica clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale 

 

“Parlare, e soprattutto scrivere, è sempre un modo di venire a patti con la mancanza di senso della vita”. 
Antonio Tabucchi 


Il tema del Convegno 2021 della Fondazione Sasso Corbaro, Il senso della Cura e la cura dei sensi, è l’ineludibile e a volte contraddittorio rapporto al cuore della Cura stessa tra ragione e sentimenti. Una tematica che verrà interrogata attraverso il pensiero e la pratica dei sensi, capaci di aprire la preoccupazione di Sé e dell’Altro ad una sorta di passaggio a Nord-Ovest – secondo l’espressione di Michel Serres – orientato all’ascolto e alla comprensione della complessità della relazione umana di aiuto e di cura. Sarà così una riflessione a più voci sui sensi e sul senso dei sensi a rivelare aspetti dell’attività clinica fondamentali poiché posti alla base della Cura stessa. Che ruolo giocano, nella presa in carico della sofferenza del paziente, i molti modi del guardare e dell’ascoltare, le diverse forme del toccare e del contatto corporeo, gli organi del gusto e dell’olfatto, la dimensione atmosferica che colora il contesto dell’incontro? Come dialogano tra loro, nel cuore dell’esperienza clinica come in quella educativa, sino alle pratiche di alta tecnologia della medicina contemporanea, sensorialità, sensibilità, sensualità, sentimento e ragione

I versi di Rimbaud accompagnano questo percorso sull’intimità sensologica nella cura. Sullo sfondo vi è il tema delle quattro forme della razionalità, che la Cura mette in gioco: razionalità calcolante, immaginativa, sensibile e narrativa. Sarà soprattutto a partire dalla razionalità sensibile, che si misurerà la capacità della Cura, intesa nel paradigma dell’umanesimo clinico, di cogliere l’orizzonte della soggettività malata, ferita. 

Riflessioni che mettono in gioco quella che Edgard Morin chiama la “double pensée”Logos e Pathos, le due ali “dell’angelo” della conoscenza che prepara l’azione. Da una parte ciò che appartiene all’ordine del calcolo, della misura del concetto che separa e distingue, la “raison raisonnante” e dall’altra ciò che appartiene ai sentimenti, alla ragione sensibile (Michel Maffesoli) alla ragione melodica (Maria Zambrano), a quel movimento dell’anima che non separa ma unisce e che cerca e trova corrispondenze. Verranno indagati alcuni fondamentali sensi della conoscenza e le loro duplicità come udire / ascoltare, vedere / guardare, toccare / essere toccato, il sesto senso dell’intuito e il settimo senso dell’atmosferico

Graziano Martignoni 
vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

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PROGRAMMA 

Conferenze 

8:30 Accoglienza 

9:00 Introduzione al convegno | Graziano Martignoni, vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

9:15 Il senso della cura | Carmine Di Martino, professore ordinario di Filosofia Morale, Università Statale di Milano 

10:00 La cura dei sensi | Bernardino Fantini, professore emerito di Storia della Medicina, Università di Ginevra 

11:15 Il senso della parole che diventano storie | Daniele Finzi Pasca, regista, coreografo e attore (contributo video) 

11:45 Il senso della vista legato all’arte | Manuela Kahn, storica dell’arte 

12:30 La cultura dei sensi: la voce | Ulrike Keil, fisioterapista, formatrice per adulti 


Workshop 

14:30 Ascoltare e sentire | Bernardino Fantini, professore emerito di Storia della Medicina, Università di Ginevra 

Muovere e percepire | Matteo Orefice, BSc, MSc, responsabile servizio di attivazione e riabilitazione, Parco San Rocco 

Sentire e toccare | Carole Haensler, direttrice Museo Villa dei Cedri 

Gustare e assaporare | Ulrike Keil, fisioterapista, formatrice per adulti 


Chiusura della giornata 

16:45 L’atmosferico | Graziano Martignoni, vicepresidente Fondazione Sasso Corbaro 

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Il Convegno è aperto sia ai professionisti della salute e della cura, sia al grande pubblico. 
Iscrizione obbligatoria entro il 15 ottobre 2021 a fondazione@sasso-corbaro.ch 
CHF 120.- standing lunch incluso 

Con il patrocinio della COMEC, Commissione di etica clinica dell’Ente Ospedaliero Cantonale 

 

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