Casa del Dialogo

Conferenze
Fondazione Parco San Rocco
Morbio Inferiore
 

marzo - dicembre 2020

Prima stazione: i giovedì del dialogo
Prima stazione: i giovedì del dialogo

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La prima stazione è composta da una serie di incontri aperti al pubblico, intitolati "Cura e amore": temi apparentemente lontani ma legati dal significato esistenziale della parola Cura declinata nell’ordine del cuore. 

Gli incontri sono aperti a tutti. A ciascuna serata seguirà un momento conviviale rallegrato da un piatto a tema.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch.

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La prima stazione è composta da una serie di incontri aperti al pubblico, intitolati "Cura e amore": temi apparentemente lontani ma legati dal significato esistenziale della parola Cura declinata nell’ordine del cuore. 

Gli incontri sono aperti a tutti. A ciascuna serata seguirà un momento conviviale rallegrato da un piatto a tema.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch.

Casa del Dialogo

Formazione continua
Fondazione Parco San Rocco
Morbio Inferiore

Terza stazione: la formazione continua
Terza stazione: la formazione continua

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La terza stazione prende la forma di un percorso che ha come orizzonte l’attenzione ai piccoli gesti quotidiani, alle parole inespresse, ai moti dell’anima persi fra le pieghe delle competenze professionali, ai pensieri affaticati dal peso delle responsabilità. 

Il Gruppo di riflessione sulla Buona Cura è guidato da Ornella Manzocchi psicoterapeuta, accompagnata da Sabina Russo infermiera, e Sheila Bernardi psicologa, ed è rivolto in particolare ai curanti di Parco San Rocco.

Per maggiori informazioni:
+41 91 811 14 25
fondazione@sasso-corbaro.ch

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La terza stazione prende la forma di un percorso che ha come orizzonte l’attenzione ai piccoli gesti quotidiani, alle parole inespresse, ai moti dell’anima persi fra le pieghe delle competenze professionali, ai pensieri affaticati dal peso delle responsabilità. 

Il Gruppo di riflessione sulla Buona Cura è guidato da Ornella Manzocchi psicoterapeuta, accompagnata da Sabina Russo infermiera, e Sheila Bernardi psicologa, ed è rivolto in particolare ai curanti di Parco San Rocco.

Per maggiori informazioni:
+41 91 811 14 25
fondazione@sasso-corbaro.ch

Certificate of Advanced Studies

Temporalità e cura

SUPSI
Dipartimento sanità
Stabile Piazzetta
Manno

Aprile 2020 - Maggio 2021

CAS Umanesimo ed etica clinica
CAS Umanesimo ed etica clinica

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Accademia per le Medical Humanities

Formazione continua
Gennaio - dicembre 2021
Sala Ferrini, Castello di Sasso Corbaro, 6500 Bellinzona

Iscrizioni aperte fino al 30 dicembre 2020
Numero massimo di partecipanti: 20

Per iscriversi o per ottenere ulteriori informazioni mandare una mail a fondazione@sasso-corbaro.ch

 

 Dépliant

La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities
La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities

«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


Clicca qui per scaricare il dépliant

«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


Clicca qui per scaricare il dépliant

switcher