Certificate of Advanced Studies

Temporalità e cura

SUPSI
Dipartimento sanità
Stabile Piazzetta
Manno

Aprile 2020 - Maggio 2021

CAS Umanesimo ed etica clinica
CAS Umanesimo ed etica clinica

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Il percorso formativo, promosso dalla SUPSI in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, si indirizza a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche.

Responsabili del corso: Graziano Martignoni e Guenda Bernegger

Attenzione: a causa dei recenti avvenimenti legati alla diffusione del Coronavirus il programma subirà delle modifiche. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Certificate of Advanced Studies

Lugano, Campus USI

Marzo 2021 - febbraio 2022

Programma di studio postgraduato ideato e promosso dalla Fondazione Sasso Corbaro, con L’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC)
e le Facoltà di Scienze biomediche e di Comunicazione, cultura e società dell’USI.

 

 Locandina

CAS La Comunicazione come strumento di cura
CAS La Comunicazione come strumento di cura

Il CAS “La comunicazione come strumento di cura” (CSC) approfondisce le tematiche riguardanti la comunicazione nel rapporto terapeutico, affrontando i temi più complessi dal punto di vista professionale, relazionale, ed esistenziale. 

La presa a carico di un paziente, in particolare se grave, necessita di una comunicazione adeguata. Lo stesso vale per la costruzione di un ambiente nel quale i collaboratori possano svilupparsi.
Fino a poco fa, gli aspetti comunicativi nel rapporto di cura e di lavoro erano lasciati all’i- niziativa personale, o a un approccio empirico di tentativi/errori. Oggi, nuove conoscenze, nuove possibilità e nuove esigenze permettono e richiedono un approccio più strut- turato, e l’apertura a tematiche più vaste di etica e società.
A fronte di questa complessità, alla quale ci appare indispensabile adattarci, l’attenzione agli aspetti comunicativi della relazione tera- peutica può offrire ai pazienti, e noi stessi curanti, non solo più efficacia con i nostri pazienti e colleghi, ma maggiori opportunità di soddisfazione e di crescita personale. 

Il CAS si fonda su:  

  • L’analisi di aspetti teorici e pratici delle problematiche: comunicazione della diagnosi e della prognosi, considerazione del contesto culturale, delle credenze e dei valori. Individuazione delle tensioni e dei conflitti nelle relazioni e nelle attese. 
  • Lo studio di casi clinici. 
  • L’approfondimento clinico-narrativo, etico-filosofico e giuridico delle diverse situazioni. 
  • L’integrazione di strumenti educativi e formativi dal campo delle Medical Humanities quali la letteratura, le arti visive, la storia della medicina, la sociologia e l’economia sanitaria. 

Il CAS si articola su: 

12 moduli della durata di un giorno ciascuno, composti da:
a) lezioni teoriche b) discussioni, c) visione di film dedicati ad aspetti centrali del programma. 

All’interno del CAS si svilupperà un progetto di ricerca sui temi affrontati, scelto nella fase iniziale, con guida degli insegnanti del corso. 

Faculty 
Emiliano Albanese (USI), Marta Fadda (USI), Samia Hurst Majno (UNIGE), Mattia Lepori (EOC), Pietro Majno Hurst (USI-EOC), Roberto Malacrida (FSC), Rosalba Morese (USI), Sara Rubinelli (UNILU), Suzanne Suggs (USI), Philippe Tron (FSC), Luca Visconti (USI). 

Aspetti organizzativi 
Partecipanti: medici e infermieri/e quadro; sono ammessi anche candidati non in possesso di questi titoli, previa valutazione attraverso dossier.
Informazioni: Roberto Malacrida +41 79 207 02 00.
Iscrizioni: fondazione@sasso-corbaro.ch (entro il 28 febbraio 2021: posti limitati a 25 partecipanti).
Tassa di partecipazione: 3’000 chf.
L’Ente Ospedaliero Cantonale sostiene l’iscrizione di 16 partecipanti; nel caso in cui vi fosse un numero maggiore di iscritti, sarà la Commissione Etica dell’Ente Ospedaliero a scegliere le candidature da finanziare.
Organizzazione: Federica Merlo (FSC-USI) con Martina Malacrida Nembrini (FSC) 

Vi invitiamo a scaricare il Dépliant allegato per consultare il programma completo e la lista dei docenti.

Il CAS “La comunicazione come strumento di cura” (CSC) approfondisce le tematiche riguardanti la comunicazione nel rapporto terapeutico, affrontando i temi più complessi dal punto di vista professionale, relazionale, ed esistenziale. 

La presa a carico di un paziente, in particolare se grave, necessita di una comunicazione adeguata. Lo stesso vale per la costruzione di un ambiente nel quale i collaboratori possano svilupparsi.
Fino a poco fa, gli aspetti comunicativi nel rapporto di cura e di lavoro erano lasciati all’i- niziativa personale, o a un approccio empirico di tentativi/errori. Oggi, nuove conoscenze, nuove possibilità e nuove esigenze permettono e richiedono un approccio più strut- turato, e l’apertura a tematiche più vaste di etica e società.
A fronte di questa complessità, alla quale ci appare indispensabile adattarci, l’attenzione agli aspetti comunicativi della relazione tera- peutica può offrire ai pazienti, e noi stessi curanti, non solo più efficacia con i nostri pazienti e colleghi, ma maggiori opportunità di soddisfazione e di crescita personale. 

Il CAS si fonda su:  

  • L’analisi di aspetti teorici e pratici delle problematiche: comunicazione della diagnosi e della prognosi, considerazione del contesto culturale, delle credenze e dei valori. Individuazione delle tensioni e dei conflitti nelle relazioni e nelle attese. 
  • Lo studio di casi clinici. 
  • L’approfondimento clinico-narrativo, etico-filosofico e giuridico delle diverse situazioni. 
  • L’integrazione di strumenti educativi e formativi dal campo delle Medical Humanities quali la letteratura, le arti visive, la storia della medicina, la sociologia e l’economia sanitaria. 

Il CAS si articola su: 

12 moduli della durata di un giorno ciascuno, composti da:
a) lezioni teoriche b) discussioni, c) visione di film dedicati ad aspetti centrali del programma. 

All’interno del CAS si svilupperà un progetto di ricerca sui temi affrontati, scelto nella fase iniziale, con guida degli insegnanti del corso. 

Faculty 
Emiliano Albanese (USI), Marta Fadda (USI), Samia Hurst Majno (UNIGE), Mattia Lepori (EOC), Pietro Majno Hurst (USI-EOC), Roberto Malacrida (FSC), Rosalba Morese (USI), Sara Rubinelli (UNILU), Suzanne Suggs (USI), Philippe Tron (FSC), Luca Visconti (USI). 

Aspetti organizzativi 
Partecipanti: medici e infermieri/e quadro; sono ammessi anche candidati non in possesso di questi titoli, previa valutazione attraverso dossier.
Informazioni: Roberto Malacrida +41 79 207 02 00.
Iscrizioni: fondazione@sasso-corbaro.ch (entro il 28 febbraio 2021: posti limitati a 25 partecipanti).
Tassa di partecipazione: 3’000 chf.
L’Ente Ospedaliero Cantonale sostiene l’iscrizione di 16 partecipanti; nel caso in cui vi fosse un numero maggiore di iscritti, sarà la Commissione Etica dell’Ente Ospedaliero a scegliere le candidature da finanziare.
Organizzazione: Federica Merlo (FSC-USI) con Martina Malacrida Nembrini (FSC) 

Vi invitiamo a scaricare il Dépliant allegato per consultare il programma completo e la lista dei docenti.

Accademia per le Medical Humanities

Formazione continua
Gennaio - dicembre 2021
Sala Ferrini, Castello di Sasso Corbaro, 6500 Bellinzona

Iscrizioni aperte fino al 30 dicembre 2020
Numero massimo di partecipanti: 20

Per iscriversi o per ottenere ulteriori informazioni mandare una mail a fondazione@sasso-corbaro.ch

 

 Dépliant

La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities
La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities

«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


Clicca qui per scaricare il dépliant

«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


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Percorso di formazione

a cura di Oltre noi e Fondazione Sasso Corbaro

In streaming su Zoom

Informazioni e preiscrizioni
www.oltrenoi.ch 
- info@autismo.ch
www.sasso-corbaro.ch
- fondazione@sasso-corbaro.ch   

Tassa d’iscrizione: 
50.00 CHF, soci ASI 25.00 CHF 

 Locandina

Per orientarsi nel disorientamento
Per orientarsi nel disorientamento

Primo evento in occasione della Giornata Mondiale dell'Autismo 2021

La Fondazione Oltre noi e la Fondazione Sasso Corbaro sono liete di presentare la prima giornata del percorso di formazione e di informazione «Per orientarsi nel disorientamento».

MATTINA: 
09:30 Saluti e introduzione relazioni da parte del Prof. Michele Mainardi, Presidente Commis- sione Autismo Ticino
09:45 Accompagnamento nelle fasi della vita e nei momenti di crisi – Prof. Antonio Persico
10:30 Intervento precoce: una grande opportunità – Prof. Gian Paolo Ramelli
11:10 Autismo e adolescenza: una sfida per la famiglia e il contesto sociale – Dr. Med. Paolo Manfredi, Coordinatore UNIS
11:40 La farmacoterapia nei disturbi dello spettro autistico – Dr. Med. Matteo Preve, Medico Caposervizio SPS Sottoceneri
12:10 Interventi pedagogico-educativi per una migliore qualità di vita dalla prima infanzia all’età adulta – Claudio Cattaneo, Direttore Fondazione ARES 

POMERIGGIO: 
14:00 Le scelte difficili nel rispetto del diritto all’autodeterminazione. L’etica nella cura - Prof. Graziano Martignoni 

Tavola rotonda 
Progetti e nuove opportunità nella cura L’offerta dei Servizi ambulatoriali
La presa in carico nelle situazioni di crisi Il nuovo KIT Autismo Svizzera Italiana 

Intervengono 
Patrizia Berger, Presidente asi e Fondazione Oltre noi Claudio Cattaneo, Direttore Fondazione ARES
Dr. Med. Raffaella Ada Colombo per CPC
Danilo Forini, Dir. Pro Infirmis
Prof. Graziano Martignoni
Prof. Antonio Persico
Dr. Med. Matteo Preve, SPS
Dr. Med. Anna Saito, Clinica Santa Croce
Dr. Med. Mauro Semini, Fondazione Ares e Oltre noi Dr. Med. Rafael Traber, OSC 

Moderatore 
Prof. Michele Mainardi, Presidente commissione Autismo Ticino 

Primo evento in occasione della Giornata Mondiale dell'Autismo 2021

La Fondazione Oltre noi e la Fondazione Sasso Corbaro sono liete di presentare la prima giornata del percorso di formazione e di informazione «Per orientarsi nel disorientamento».

MATTINA: 
09:30 Saluti e introduzione relazioni da parte del Prof. Michele Mainardi, Presidente Commis- sione Autismo Ticino
09:45 Accompagnamento nelle fasi della vita e nei momenti di crisi – Prof. Antonio Persico
10:30 Intervento precoce: una grande opportunità – Prof. Gian Paolo Ramelli
11:10 Autismo e adolescenza: una sfida per la famiglia e il contesto sociale – Dr. Med. Paolo Manfredi, Coordinatore UNIS
11:40 La farmacoterapia nei disturbi dello spettro autistico – Dr. Med. Matteo Preve, Medico Caposervizio SPS Sottoceneri
12:10 Interventi pedagogico-educativi per una migliore qualità di vita dalla prima infanzia all’età adulta – Claudio Cattaneo, Direttore Fondazione ARES 

POMERIGGIO: 
14:00 Le scelte difficili nel rispetto del diritto all’autodeterminazione. L’etica nella cura - Prof. Graziano Martignoni 

Tavola rotonda 
Progetti e nuove opportunità nella cura L’offerta dei Servizi ambulatoriali
La presa in carico nelle situazioni di crisi Il nuovo KIT Autismo Svizzera Italiana 

Intervengono 
Patrizia Berger, Presidente asi e Fondazione Oltre noi Claudio Cattaneo, Direttore Fondazione ARES
Dr. Med. Raffaella Ada Colombo per CPC
Danilo Forini, Dir. Pro Infirmis
Prof. Graziano Martignoni
Prof. Antonio Persico
Dr. Med. Matteo Preve, SPS
Dr. Med. Anna Saito, Clinica Santa Croce
Dr. Med. Mauro Semini, Fondazione Ares e Oltre noi Dr. Med. Rafael Traber, OSC 

Moderatore 
Prof. Michele Mainardi, Presidente commissione Autismo Ticino 

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