Formazione

Accademia per le Medical Humanities

Formazione continua
Gennaio - dicembre 2021
Sala Ferrini, Castello di Sasso Corbaro, 6500 Bellinzona

Iscrizioni aperte fino al 30 dicembre 2020
Numero massimo di partecipanti: 20

Per iscriversi o per ottenere ulteriori informazioni mandare una mail a fondazione@sasso-corbaro.ch

 

 Dépliant

La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities
La Cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities

«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


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«Nel fondo del sé c’è l’altro, e nel fondo dell’altro c’è il sé»
Kitaro Nishida

Nell’orizzonte della Fondazione Sasso Corbaro hanno sempre ‘tro- vato casa’ proposte formative tese a portare dentro la cura, nelle sue variegate forme, il tema delle Humanities. Il Programma di formazione qui presentato, costruito attorno al rapporto tra il ‘grande contagio’ e la ‘cura’ e concepito come ideale festeggiamento per il ventesimo anniversario della Fondazione (nata a Bellinzona nell’or- mai lontano 2000), abita, infatti, pienamente questo orizzonte. La riflessione attorno all’umanesimo clinico (Medical Humanities, Humanités Médicales, Social-Humanities) in tempi pandemici, al cen- tro del lavoro della Fondazione Sasso Corbaro, abita più che mai il crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente, la fragile cittadi- nanza dell’uomo in situazione di malattia e smarrimento sociale e identitario e i modi di una relazione d’aiuto e di cura attenta alle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, biologiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche. Lo sguardo Medical Humanities, che svela le diverse ‘stanze dell’esistenza’ - da quella sanitaria a quella psicologica, da quella sociale e culturale, sino al tema della spiritualità - interroga così tutti coloro che lavorano nell’ambito del- la cura, professionisti o volontari, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di accogliere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti , residenti o pazienti, e delle loro fami- glie, così come quello dei curanti stessi, che devono essere aiutati a prendersi cura di se stessi - perché meglio si cura sé stessi, meglio si curano gli altri.

Ma a che cosa veramente facciamo riferimento quando parliamo di Medical Humanities? Le Medical Humanities non sono una disciplina accademica con il suo seguito di esperti e specialisti, non danno un titolo professionale, non si imparano nelle aule universitarie, ma, per usare una metafora, si studiano al ‘letto di chi soffre’, in quel gesto di chinarsi e di esporsi. Non si tratta dunque di una disciplina protocollare e procedurale, non procede per schemi ed evidenze misurabili, ma più semplicemente e nello stesso tempo più profon- damente è una modalità d’incontro con l’uomo e con l’umano che lo abita, uno stile di fronte alla ‘persona’, un costante interrogativo verso sé stessi e verso chi ci tende la mano per chiedere aiuto. Si tratta di uno sguardo, un gesto, uno spazio di accoglienza e di ospitalità, un tempo, un ascolto, una parola che proteggono e nutrono la dignità dell’uomo nelle sue difficoltà, salvaguardando la sua libertà e divenendo, infine, custode della sua stessa umanità.

Il Programma di formazione 2021, «La cura al tempo del grande contagio: uno sguardo Medical Humanities», si struttura attorno a sei dimensioni fondamentali, che abitano la riflessione delle Medical Humanities: la dimensione medico-sanitaria, quella storica, quella antropologico-tanatologica, attorno al tema del morire e della morte, quella etica, come etica della cura ed etica pubblica, quella psicologica sugli effetti del COVID-19 nel mondo interiore e, infine, quella socio-economica e politica. Nell’esplorazione di questi assi e nei lavori di ricerca che vi verranno presentati incontreremo una serie di parole-chiave come, ad esempio, libertà , dignità, confinamento, empatia, paura. Parole che, osservate nel loro insieme, compongono un vero e proprio ‘lessico della pandemia’. 


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Formazione

Casa del Dialogo

Formazione continua
Fondazione Parco San Rocco
Morbio Inferiore

Terza stazione: la formazione continua
Terza stazione: la formazione continua

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La terza stazione prende la forma di un percorso che ha come orizzonte l’attenzione ai piccoli gesti quotidiani, alle parole inespresse, ai moti dell’anima persi fra le pieghe delle competenze professionali, ai pensieri affaticati dal peso delle responsabilità. 

Il Gruppo di riflessione sulla Buona Cura è guidato da Ornella Manzocchi psicoterapeuta, accompagnata da Sabina Russo infermiera, e Sheila Bernardi psicologa, ed è rivolto in particolare ai curanti di Parco San Rocco.

Per maggiori informazioni:
+41 91 811 14 25
fondazione@sasso-corbaro.ch

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La terza stazione prende la forma di un percorso che ha come orizzonte l’attenzione ai piccoli gesti quotidiani, alle parole inespresse, ai moti dell’anima persi fra le pieghe delle competenze professionali, ai pensieri affaticati dal peso delle responsabilità. 

Il Gruppo di riflessione sulla Buona Cura è guidato da Ornella Manzocchi psicoterapeuta, accompagnata da Sabina Russo infermiera, e Sheila Bernardi psicologa, ed è rivolto in particolare ai curanti di Parco San Rocco.

Per maggiori informazioni:
+41 91 811 14 25
fondazione@sasso-corbaro.ch

Formazione

Casa del Dialogo

Seminari 
Fondazione Parco San Rocco
Morbio Inferiore

aprile - ottobre 2020

Seconda stazione: i seminari
Seconda stazione: i seminari

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La seconda stazione è costituita da un percorso formativo e di riflessione sulla Buona Cura, intesa come cura dell’esistenza, declinata nell’avere cura, farsi cura, prendersi cura, essere cura, donare cura al di là e al di qua degli specialismi professionali sanitari, psicologici, educativi o sociali del mero curare. 

Il percorso è rivolto a tutti i curanti. 
È necessaria l’iscrizione.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La seconda stazione è costituita da un percorso formativo e di riflessione sulla Buona Cura, intesa come cura dell’esistenza, declinata nell’avere cura, farsi cura, prendersi cura, essere cura, donare cura al di là e al di qua degli specialismi professionali sanitari, psicologici, educativi o sociali del mero curare. 

Il percorso è rivolto a tutti i curanti. 
È necessaria l’iscrizione.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch​.

Formazione

Casa del Dialogo

Conferenze
Fondazione Parco San Rocco
Morbio Inferiore
 

marzo - dicembre 2020

Prima stazione: i giovedì del dialogo
Prima stazione: i giovedì del dialogo

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La prima stazione è composta da una serie di incontri aperti al pubblico, intitolati "Cura e amore": temi apparentemente lontani ma legati dal significato esistenziale della parola Cura declinata nell’ordine del cuore. 

Gli incontri sono aperti a tutti. A ciascuna serata seguirà un momento conviviale rallegrato da un piatto a tema.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch.

Nel progetto di una 'Scuola diffusa' sul territorio, orientata alle Medical e alle Social Humanities, la Fondazione Sasso Corbaro e la Fondazione Parco San Rocco presentano la Casa del dialogo: tre 'stazioni', ciascuna destinata ad un pubblico diverso, per scoprire, insieme, il significato di una 'Buona Cura'.

La prima stazione è composta da una serie di incontri aperti al pubblico, intitolati "Cura e amore": temi apparentemente lontani ma legati dal significato esistenziale della parola Cura declinata nell’ordine del cuore. 

Gli incontri sono aperti a tutti. A ciascuna serata seguirà un momento conviviale rallegrato da un piatto a tema.

Attenzione: a causa dell'attuale emergenza sanitaria il programma di formazione è stato sospeso. In caso di dubbio vogliate gentilmente rivolgervi a fondazione@sasso-corbaro.ch.

Formazione

Percorso di formazione continua

Fondazione Sasso Corbaro
via Lugano 4b
Bellinzona

25 marzo 2019
29 aprile 2019
27 maggio 2019
17 giugno 2019

Formazione in etica clinica per la cura dell'anziano
Formazione in etica clinica per la cura dell'anziano

La formazione mira a sviluppare le conoscenze teoriche e pratiche di base necessarie per affrontare situazioni eticamente complesse in ambito geriatrico.

La formazione mira a sviluppare le conoscenze teoriche e pratiche di base necessarie per affrontare situazioni eticamente complesse in ambito geriatrico.

Obiettivi:

. Sviluppo di competenze specialistiche in etica clinica;
. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;
. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;
. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana grazie all'analisi di casi clinici esemplari.

Obiettivi:

. Sviluppo di competenze specialistiche in etica clinica;
. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;
. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;
. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana grazie all'analisi di casi clinici esemplari.

Obiettivi:

. Sviluppo di competenze specialistiche in etica clinica;
. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;
. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;
. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana grazie all'analisi di casi clinici esemplari.

Obiettivi:

. Sviluppo di competenze specialistiche in etica clinica;
. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;
. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;
. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana grazie all'analisi di casi clinici esemplari.

Formazione

Percorso di formazione continua

Strutture di accoglienza per persone anziane o Servizi di cure a domicilio

2019 - Date da convenire con le singole strutture o servizio

Percorso formativo in etica clinica per la cura dell'anziano
Percorso formativo in etica clinica per la cura dell'anziano

Il percorso formativo è pensato per le singole strutture di accoglienza di persone anziane o Servizi di cure a domicilio al fine di sviluppare le conoscenze teoriche e pratiche di base necessarie per affrontare situazioni eticamente complesse in ambito geriatrico. I curanti verranno coinvolti in gruppo contemporaneamente, permettendo così di articolare le tematiche da trattare secondo le esigenze cliniche. 

Il percorso formativo è pensato per le singole strutture di accoglienza di persone anziane o Servizi di cure a domicilio al fine di sviluppare le conoscenze teoriche e pratiche di base necessarie per affrontare situazioni eticamente complesse in ambito geriatrico. I curanti verranno coinvolti in gruppo contemporaneamente, permettendo così di articolare le tematiche da trattare secondo le esigenze cliniche. 

Obiettivi del percorso:

. Sviluppo all'interno di un'équipe di lavoro di competenze specialistiche in etica clinica;

. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;

. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;

. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana;

. Riflessione critica sulle soluzioni adottate in risposta a problematiche etiche grazie alla discussione di gruppo.

Obiettivi del percorso:

. Sviluppo all'interno di un'équipe di lavoro di competenze specialistiche in etica clinica;

. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;

. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;

. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana;

. Riflessione critica sulle soluzioni adottate in risposta a problematiche etiche grazie alla discussione di gruppo.

Obiettivi del percorso:

. Sviluppo all'interno di un'équipe di lavoro di competenze specialistiche in etica clinica;

. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;

. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;

. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana;

. Riflessione critica sulle soluzioni adottate in risposta a problematiche etiche grazie alla discussione di gruppo.

Obiettivi del percorso:

. Sviluppo all'interno di un'équipe di lavoro di competenze specialistiche in etica clinica;

. Apprendimento di nozioni deontologiche e teoriche;

. Acquisizione di un metodo per facilitare la presa di decisione in situazioni eticamente complesse;

. Esercitazione della sensibilità al riconoscimento delle problematiche etiche all'interno della pratica quotidiana;

. Riflessione critica sulle soluzioni adottate in risposta a problematiche etiche grazie alla discussione di gruppo.

Formazione

2° Scuola estiva

Sala Ferrini
Castello Sasso Corbaro
Bellinzona

30 e 31 Agosto 2018

La cura e il tempo
La cura e il tempo

Scuola estiva della Fondazione Sasso Corbaro.

Scuola estiva della Fondazione Sasso Corbaro.

Fr. 150.-, due pranzi inclusi. Iscrizione entro il 10 agosto 2018 a: fondazione@sasso-corbaro.ch

Fr. 150.-, due pranzi inclusi. Iscrizione entro il 10 agosto 2018 a: fondazione@sasso-corbaro.ch

Fr. 150.-, due pranzi inclusi. Iscrizione entro il 10 agosto 2018 a: fondazione@sasso-corbaro.ch

Fr. 150.-, due pranzi inclusi. Iscrizione entro il 10 agosto 2018 a: fondazione@sasso-corbaro.ch

Formazione

1° seminario Medical Humanities del lunedì

Fondazione Sasso Corbaro 
via Lugano 4 
Bellinzona

Gennaio-
Novembre 2016
9.30-11.30

Viaggio intorno alla speranza
Viaggio intorno alla speranza

1° Seminario Medical Humanities del lunedì mattina

Relatori: Nicola Grignoli, Matteo Terzaghi, Nicola Emery, Lina Bertola, Mauro Pedroni, Tiziana Conte, Laura Boella, Mariapia Borgnini, Claudio Mustacchi

1° Seminario Medical Humanities del lunedì mattina

Relatori: Nicola Grignoli, Matteo Terzaghi, Nicola Emery, Lina Bertola, Mauro Pedroni, Tiziana Conte, Laura Boella, Mariapia Borgnini, Claudio Mustacchi

Formazione

8° Percorso COMEC

Conferenze e Film

10 Aprile -
19 Novembre 2014

Iscrizioni a: comec@eoc.ch

L’etica della ricerca
L’etica della ricerca

Percorsi

L’etica della ricerca
Baby-finestra e abbandono dei neonati: problemi etici
Vulnerabilità sociale e diseguaglianze di salute
Suicidio assistito: prospettiva storica e vissuto dei familiari e dei curanti
 

Quest’anno il consueto percorso della COMEC non sarà dedicato, come nelle precedenti edizioni, a un unico tema sviluppato sull’arco di più serate, ma sarà composto da quattro conferenze che affronteranno tematiche ogni volta diverse e tutte di stretta attualità.
Il primo tema ad essere affrontato sarà quello della ricerca in ambito clinico, argomento che tocca da vicino la realtà quotidiana di pazienti e personale curante e recentemente sottoposto a una modifica legislativa. La seconda conferenza sarà dedicata al tema delle “baby-finestre”, oggetto di dibattito a livello etico, sanitario e parlamentare. Il percorso proseguirà con un incontro dedicato alla vulnerabilità sociale e al rischio di diseguaglianze nell’ambito della salute pubblica per alcune fasce della popolazione. Il ciclo si concluderà con una conferenza dedicata al tema delicato del suicidio assistito che cercheremo di affrontare partendo non dalla contrapposizione tra favorevoli e contrari, ma da una prospettiva storica e dal vissuto dei famigliari e curanti di persone che hanno compiuto questa scelta estrema.
A ogni conferenza seguiranno un aperitivo e la proiezione di un film legato alla tematica affrontata. 

Percorsi

L’etica della ricerca
Baby-finestra e abbandono dei neonati: problemi etici
Vulnerabilità sociale e diseguaglianze di salute
Suicidio assistito: prospettiva storica e vissuto dei familiari e dei curanti
 

Quest’anno il consueto percorso della COMEC non sarà dedicato, come nelle precedenti edizioni, a un unico tema sviluppato sull’arco di più serate, ma sarà composto da quattro conferenze che affronteranno tematiche ogni volta diverse e tutte di stretta attualità.
Il primo tema ad essere affrontato sarà quello della ricerca in ambito clinico, argomento che tocca da vicino la realtà quotidiana di pazienti e personale curante e recentemente sottoposto a una modifica legislativa. La seconda conferenza sarà dedicata al tema delle “baby-finestre”, oggetto di dibattito a livello etico, sanitario e parlamentare. Il percorso proseguirà con un incontro dedicato alla vulnerabilità sociale e al rischio di diseguaglianze nell’ambito della salute pubblica per alcune fasce della popolazione. Il ciclo si concluderà con una conferenza dedicata al tema delicato del suicidio assistito che cercheremo di affrontare partendo non dalla contrapposizione tra favorevoli e contrari, ma da una prospettiva storica e dal vissuto dei famigliari e curanti di persone che hanno compiuto questa scelta estrema.
A ogni conferenza seguiranno un aperitivo e la proiezione di un film legato alla tematica affrontata. 

Formazione

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

19 Novembre 2014

Suicidio assistito: prospettiva storica e vissuto dei familiari e dei curanti
Suicidio assistito: prospettiva storica e vissuto dei familiari e dei curanti

Moderatore: Paolo Tognina

16.30
Paolo Tognina: Prospettiva storica del suicidio

17.00
Franco Cavalli: Normativa in Svizzera

17.30
Don Angelo Epistolio: Umanizzare la morte

18.00
Claudia Gamondi: Studio sul vissuto dei famigliari e dei curanti

19.00 
Standing Lunch

20.00 
Film

Moderatore: Paolo Tognina

16.30
Paolo Tognina: Prospettiva storica del suicidio

17.00
Franco Cavalli: Normativa in Svizzera

17.30
Don Angelo Epistolio: Umanizzare la morte

18.00
Claudia Gamondi: Studio sul vissuto dei famigliari e dei curanti

19.00 
Standing Lunch

20.00 
Film

Miele

È un film del 2013 diretto da Valeria Golino. Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent’anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno, a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

Miele

È un film del 2013 diretto da Valeria Golino. Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent’anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno, a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

Miele

È un film del 2013 diretto da Valeria Golino. Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent’anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno, a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

Miele

È un film del 2013 diretto da Valeria Golino. Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent’anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno, a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

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