L’opera di Sawaya, giocosa e divertente come un gioco da bambini, è frutto di un lavoro ossessivamente preciso e minuziosamente realizzato. Nathan Sawaya si è guadagnato una posizione di spicco nel mondo dell’arte contemporanea creando una nuova dimensione, fondendo Pop Art e Surrealismo in un’atmosfera sbalorditiva e rivoluzionaria nella capacità di dare forma ai sentimenti con un gioco che abbiamo tutti a portata di mano; i mattoncini Lego.
La sua arte consiste infatti nel saper giocare con la materia, con il colore, con il movimento, la luce e la prospettiva per creare emozioni che ci colgono e ci sorprendono, restituendoci come esseri umani, una caratteristica importantissima e qualificante come la creatività.
In quest’opera Sawaya rappresenta un mezzo busto che, quasi con fierezza, apre il proprio torace da cui escono innumerevoli mattoncini lego dello stesso colore della scultura: il giallo. Va ricordato come nel mondo Lego il giallo sia il colore di cui sono colorate le facce e le mani dei personaggi, quindi questa scelta pop facilita ancor di più l’immedesimazione dell’osservatore nella rappresentazione.
In tutto questo, malgrado il gesto lacerante, non c’è dolore, c’è quasi orgoglio, ostentazione di quello che si custodisce. In un processo di cura molte volte si vive il corpo come il contenitore del proprio male, ma sta altresì dentro noi stessi la forza primaria che ci permette di affrontare il medesimo processo di cura, forze e risorse di cui forse non siamo neppure coscienti. Occorre saper guardarci dentro per trovare dentro di noi la forza di andare avanti.
1 luglio 2022
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.