È il caso anche di quanto fatto da Stiliana Milkova in questo suo esordio, Storia delle prime volte. Milkova, infatti, pur essendo nata e cresciuta in Bulgaria e pur vivendo attualmente negli Stati Uniti dove insegna ed è una tra le maggiori studiose di Elena Ferrante, ha deciso di scrivere questo suo primo libro di narrativa in italiano, lingua dei suoi studi e delle sue ricerche.
Venendo al testo, Storia delle prime volte è una raccolta di dieci racconti di lunghezza differente, che, come scrive Demetrio Paolin su la Lettura del Corriere della Sera «nasce dalla letteratura e si nutre di essa». Protagonisti, infatti, sono scrittori, stagisti, editori, caporedattori, attori, filologi, lettori, studenti universitari e dottorandi che nelle varie storie, tutte indipendenti tra loro, si dipanano tra amori, partenze, viaggi e addi, dipingendoci un universo professionale, quello letterario, estremamente reale e realistico.
Sempre Paolin su la Lettura individua uno dei nuclei tematici che tiene insieme tutti i racconti, ovvero quello dello «sradicamento». Senza dubbio, nei personaggi di Milkova ci ritroviamo esperienze vissute in prima persona dalla scrittrice, la cui vita di studiosa lontana dalla patria d’origine, se da un lato le ha permesso di vivere esperienze estremamente arricchenti e interessanti, dall’altro l’ha anche costretta alla solitudine delle stazioni ferroviarie, degli appartamenti in affitto, delle cene nei ristoranti… di tutte quelle cose che ci tengono lontani dall’appartenenza, lontani dalle nostre radici.
Perché leggerlo?
Perché, oltre a molti Stati Uniti, c’è anche molta Italia in Storia delle prime volte. Consiglio, in particolare, La Lucina, ambientato sopra i tetti di Torino – a mio avviso il racconto più particolare e riuscito di questa bella raccolta.
Una citazione dal libro
«Sedevo a un tavolo in fondo. Il ristorante – una piccola trattoria nel quartiere di San Lorenzo – era vuoto tranne che per due donne vicino alla finestra spalancata e un uomo al tavolo accanto al loro. Quando abito all’estero mi piace cenare da sola – mi dà tempo per riflettere, per osservare. Mi fa sentire più immersa nella corsa del mondo, più viva».
Federica Merlo
Newsletter #35
30 dicembre 2022
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Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.