Questo acquarello di Kandinskij potrebbe benissimo accompagnare l’attesa in una sala d’aspetto dal medico, o fare da sfondo proprio durante una consultazione specialistica in studio.
L’astratto sembra quasi uno stile che ben si sposa ai luoghi di cura. Di questo genere di opere Kandinskij ne ha prodotte tante nella sua carriera, chiamandole molte volte soltanto Composizione numero…; e allora perché questo e non un altro? Proprio per il titolo: “Semplice”.
Eppure in questa semplicità c’è tutto: ci sono i colori primari, e i loro complementari. Ci sono le righe nette e le sfumate, linee dritte e curve, spesse e sottili, incrociate con armonia ed equilibrio. Ci sono forme quasi ancestrali, l’alternanza tra pieni e vuoti. Una semplicità disarmante, ma allo stesso tempo completa.
Che cos’è il gesto di cura se non un gesto semplice, ma che racchiude, in modo completo, la complessità dell’essere e dell’agire umano?
1 settembre 2020
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.