San Girolamo che leva la spina al leone
1460-70, tempera e olio su tavola, Collezione Guglielmo Lochis
Un uomo che toglie una spina dalla zampa di un leone. È un’immagine inconsueta, ma decisamente tradizionale quando si parla di San Girolamo. San Girolamo è, insieme a Sant’Agostino, tra i padri della Chiesa d’Occidente. Rimase nel deserto per tre anni, durante i quali sperimentò il lavoro, la solitudine, le privazioni e si dedicò alla meditazione, alla preghiera e allo studio. Qui ebbe luogo una delle vicende più famose e iconiche su di lui: un leone arrivò dal deserto mettendo in fuga i monaci. Girolamo non fuggì con gli altri, anzi, si avvicinò al leone e si rese conto che era ferito. Girolamo curò le ferite dell’animale e lo accolse con i suoi fratelli nella comunità, al fianco dell’asino, unico bene dei monaci. Un giorno l’asino fu rubato mentre il leone dormiva e i monaci accusarono la belva di averlo mangiato. Quando il leone incontrò l’asino, al seguito dei mercanti che lo avevano rubato, lo riportò ai monaci. La leggenda è così famosa che la si trova raccontata in molti scritti dei secoli successivi ed ha ispirato la caratteristica rappresentazione iconografica di Girolamo in compagnia del leone.
La scelta di rappresentarlo in questo modo, sottolinea il ruolo del Santo come dottore della Chiesa; ammantato in un ricco mantello rosso, distoglie l’attenzione dal volume che stava leggendo per togliere la spina dalla zampa del leone ferito.
In quest’opera leggiamo molti degli elementi che riconducono alla cura e al suo perseguimento: lo studio infaticabile e la ricerca che guidano la vita di un uomo; il gesto umano, delicato, accogliente e incondizionato che cura il leone, dando sollievo al dolore.
1 febbraio 2023
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.