Un anno fa, il 3 febbraio 2020, prima dell’arrivo della pandemia che ancora oggi ci costringe alla distanza e agli «schermi», partecipavo all’ultima presentazione di un libro in presenza dell’autore. Quel libro era Prima di noi, ultimo romanzo dello scrittore Giorgio Fontana, già vincitore del premio Campiello nel 2014 con Morte di un uomo felice.
Probabilmente, chi meglio è riuscita a descrivere in poche parole la grandezza e l’importanza di questo «librone» di 886 pagine è stata la scrittrice Claudia Durastanti, che con Fontana condivide la giovane età (entrambi nati nei primi anni ottanta) e la fama nel panorama letterario italiano: «Questo romanzo è un proiettile che entra nel Novecento italiano, passa la storia da parte a parte e fuoriesce dal presente trasformando il lettore, dopo essergli entrato nella testa quanto nel cuore». Fontana ha scritto quello che si definisce un «grande romanzo italiano», una saga, quella della famiglia Sartori, che parte dalla battaglia di Caporetto e arriva fino al decennio appena trascorso. Quattro generazioni, tanti personaggi e tanti avvenimenti della storia italiana che, non solo fanno da sfondo alle vicende familiari, ma diventano i veri motori delle stesse.
Detta così, rischia di spaventare… ma, vi assicuro, Fontana è talmente abile a gestire la sua prosa lineare e raffinata, che i brevi capitoli da cui sono composte le undici parti in ordine cronologico in cui il testo si divide, scorrono veloci e non si vorrebbe mai arrivare alla fine.
Perché leggerlo?
Recentissima è la notizia che Prima di noi ha vinto il prestigioso premio Bagutta 2021… un’altra conferma che questo libro non bisogna farselo sfuggire!
Una citazione dal libro
«Poi il contadino lo portò nel folto del bosco e gli mostrò una risorgiva, una polla d’acqua parzialmente ghiacciata e gli disse di toccarla per sentire il respiro del torrente. Davide affondò il pugno e il gelo gli risalì fino alla spalla, quindi aprì le dita e appoggiò il polso nel punto dove gli aveva detto l’uomo. La sabbia pulsava. Era come tenere la mano su una bocca che si apriva e chiudeva».
Federica Merlo
28 febbraio 2021
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.