Michelle Steinbeck, classe 1990, è una poetessa e scrittrice Svizzera, nata a Lenzburg. Ha studiato scrittura scenica a Berlino e scrittura letteraria a Bienne (nello stesso istituto che abbiamo menzionato il mese scorso parlando di Julia Von Lucadou). Nel 2019 in italia (2016 l’edizione tedesca), è uscito il suo primo romanzo, dal bellissimo titolo Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena.
Il libro, già candidato al Deutscher e allo Schweizer Buchpreis, è un mix tra romanzo di formazione e romanzo picaresco i cui toni passano, con disinvoltura, dal macabro all’umoristico. In molti hanno usato i termini «realismo surreale» per definire la poetica che Seinbeck ha adottato per scrivere questo testo. In effetti, leggendolo, ci si trova di fronte a scene di verosomiglianza assoluta, ottenuta grazie anche alle nitide descrizioni dei dettagli «Alexandre solleva l’asciugamano, sotto, spiaccicati, ci sono due panini ai cetrioli», immerse in contesti indefiniti spazialmente (non c’è alcun riferimento a nomi di luoghi specifici ma si parla di città rossa, casa nel mare, castello, chiesa di vetro etc.) e temporalmente. Per avvicinarlo ad un immaginario più pop, potremmo dire che sembra di leggere un film di Tim Burton!
La storia, in breve, è quella della protagonista Loribeth, io narrante delle vicende, la quale, dopo aver ucciso, senza volerlo del tutto, un bambino, lo chiude in una valigia e parte alla ricerca del padre.
Alla domanda: «come ha fatto a scrivere un romanzo onirico, fantastico, weird come Mio padre è un uomo sulla terra e in acqua una balena?», la risposta dell’autrice durante una presentazione (Incroci di civiltà, XII edizione, 2019) è stata molto interessante. Steinbeck ha riferito che tutto è nato dai suoi sogni (ogni mattina ha tenuto traccia di quanto sognava, prima della stesura del libro), dei sogni di scrittori famosi come Kafka e Kerouac che in passato raccontarono la loro attività onirica e dalla lettura dei brevi testi surreali dello scrittore russo Daniil Charms (per chi non lo conoscesse consiglio vivamente la lettura del suo Casi, pubblicato in Italia da Adelphi).
Perché leggerlo?
Per provare le stesse sensazioni che ci danno i quadri di De Chirico, di Frida Kahlo e di Hieronymous Bosch.
Una citazione dal libro
«Io mi alzo e chiudo gli occhi. Dal cielo pioviggina una musica, prima sommessa, poi sempre più forte. Melodia sintetica, battito lento, un glu glu come quando si annega. Roteo la testa così i capelli volano, scrollo le spalle e giro in tondo. A un certo punto vedo Mabel baciare la ragazza con la maschera sugli occhi e mi avvicino e la bacio anch’io. Ha la lingua morbida e usa molto burro di cacao. Non porta più la maschera e ora vedo che ha la pelle molto chiara e i capelli rosso chiaro e quegli occhi strabuzzati e cerchiati di rosso, come solo i rossi di capelli, sensibili come sono, possono avere».
Federica Merlo
30 settembre 2021
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.