Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita di Hollywood, vola a Parigi per trovare l’ispirazione per completare il suo primo romanzo. In questo viene scoraggiato costantemente dalla fidanzata, che sminuisce le sue aspirazioni. Rimasto a passeggiare in solitudine nella notte parigina, Gil accetta un passaggio su di una bella vettura d’epoca. Per incanto, l’aspirante scrittore statunitense si ritrova trasportato nella mitica Parigi degli anni venti su cui ha sempre fantasticato. Qui incontra gli scrittori e gli artisti dell’epoca: Francis Scott Fitzgerald con la moglie Zelda, Hemingway, Gertrude Stein, Salvador Dalí, Luis Buñuel, Picasso, Man Ray e molti altri.
Perché guardarlo?
L’idealizzazione di un “glorioso passato ormai perduto” è un’aspirazione ricorrente nell’animo umano, in tutte le epoche storiche. A volte si cerca nel passato la cura per accettare la banalità e l’insoddisfazione del presente. Alla fine il protagonista scoprirà come invece è proprio nel presente, nel momento del dolore, che occorre trovare la cura, senza rifugiarsi in un passato onirico. Gil saprà ripartire dal momento che imparerà a prendersi cura delle sue aspirazioni e dei suoi sogni nel presente. A volte per curarsi bisogna fare i conti con se stessi, darsi il tempo di curarsi nel proprio tempo e nel proprio corpo.
Note collaterali
Il gioco onirico messo in piedi da Allen per questo film è geniale, l’atmosfera magica che crea attorno all’ambientazione degli anni venti con una magistrale fotografia rende il film stesso un viaggio in epoche passate con personaggi rivisitati e caricaturati giusto quel po’ per rendere la commedia gustabile e sempre delicata.
Martina Malacrida Nembrini
30 ottobre 2020
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.