Bret è morto, lunga vita a Bret. Tocca dire così… eh sì… tocca proprio dire così, perché Bret Easton Ellis is back!
Infatti, al termine di 13 lunghissimi anni di pausa cominciati dopo Imperial bedrooms (il romanzo più dimenticabile tra i suoi) e quando tutti, a dire il vero, lo davano già per bollito – tra un podcast a pagamento, degli improbabili tweet tipo «porta la coca!», due o tre flop con la settima arte e qualche ramanzina in stile boomer, con però particolare accanimento sulla Gen X, in Bianco (raccolta di saggi autobiografici del 2021) – il bad boy della letteratura americana tira fuori il capolavoro, aka Le schegge.
Siamo negli anni 80 a Los Angeles, c’è un serial killer, una setta, ma ci sono anche e soprattutto ricchi ragazzi non ancora diciottenni strafatti di droghe e psicofarmaci, etero-bi-omo-sessuali, che guidano auto di lusso, per raggiungere party di lusso, in ville di lusso. Ok, ora chi conosce Ellis vada pure avanti… sì, la musica c’è, i brand ci sono pure quelli… esatto! Sì, ci sono Stephen King e la sua amata Joan Didion. Sì, c’è proprio tutto quanto. «Che novità» direte voi, «è il solito Ellis». E io dico: «e menomale!».
Sentite, ma facciamo una cosa… smettiamola qui. Tanto di questo libro ne hanno parlato e scritto già tutti, ed è anche piaciuto a tutti. Beh, ci mancherebbe, è pazzesco! Vi aggiungo solo, se mi permettete, che Ellis è persino maturato nella prosa, trasformando quel suo minimalismo dei Meno di zero e American Psycho in qualcosa di più complesso, in un periodare più ampio, senza tuttavia perdere la sua capacità di tenerti incollato alle pagine, di sentirti parte dei dialoghi, di annusare il profumo delle colline della San Fernando Valley e dei boulevard gommati della città degli angeli.
Quindi, cosa volete più di così? (qui ci starebbe bene quell’emoticon dell’omino con le due mani tipo ali accanto al viso)
Ecco, forse però una controindicazione alla lettura di questo libro c’è – uffi, quelle ci sono sempre… le cose buone devono sempre fare un po’ male – ed è che dopo queste 700 e rotti pagine io mi trovo qui a scriver queste righe, senza nulla sul comodino da leggere perché finito Le schegge «e cosa cavolo inizio adesso?» è la domanda che vi ronzerà costantemente in testa almeno per qualche giorno.
Perché leggerlo?
Perché, come cantava un certo Manuel Agnelli con gli Afterhours: «Non si esce vivi dagli anni 80»
Una citazione dal libro
«per nessuno» (dedica di Ellis, in esergo al romanzo).
Nicolò S. Centemero
Newsletter #46
30 novembre 2023
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Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.