La genuinità della pittura impressionista fu una boccata d’aria fresca alle serre calde e sterili dell’arte fatta fino ad allora. Fu infatti a partire da Monet che l’Arte iniziò a rifuggire dall’artificiosità degli atelier e dei temi storici e mitologici, preferendo l’azione dei raggi luminosi sulla materia, riproducendone sulla tela, attraverso rapidi tocchi virgolati di pennello, il brulicante scintillio. Di questa irrefrenabile raccolta di energie e luci della natura operata da Monet La gazza – realizzato all’aria aperta, o en plein air, in gergo tecnico – costituisce certamente uno dei primissimi esempi.
L’impressionismo è stato la svolta che ha dato alla Storia dell’Arte la forza per reinventarsi, dopo anni di immobilismo riguardo temi e tecniche. Una sorta di cura per l’arte e Monet il suo medico: quel curante che entra nella stanza del malato e per prima cosa discosta le tende e apre la finestra per far cambiare l’aria e far entrare la luce naturale. Le opere di Monet, e di tutti gli impressionisti poi, sono quella finestra aperta, che ha dato alla Storia dell’Arte quella ventata di aria fresca per risollevarsi dal letto di classicismo e artificio su cui si era ormai adagiata da tempo.
Le feste che la fine dell’anno porta con sé sono alle volte costruzioni artificiose fatte di neve finta e abeti amputati racchiuse in casa tra banchetti e cenoni sfavillanti che ricordano però le nature morte riprodotte nei vecchi atelier. Lasciate che in queste festività la natura, la sua luce e la sua energia, accompagnino i momenti di affettuosa e gioiosa compagnia (sperando che quella non sia artificiosa) dando di quest’ultimi un’impressione diversa e quindi anche un nuovo senso.
Buone feste.
1 dicembre 2024
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.