L’autore svizzero Peter Stamm, nel suo La dolce indifferenza del mondo, ci parla di uno scrittore che ha scritto un solo romanzo di enorme successo… sospettosamente simile al libro che stiamo leggendo. Basterebbero questo intrigante espediente e una scrittura elegantissima e minimale («sai quei momenti in autunno che, a un tratto, pensi che sia primavera?», «scrivere non significa fare, ma trovare») per farci apprezzare la grandezza di questo breve libro. Invece Stamm va oltre e costruisce una trama interamente basata sul tema del doppio, topos letterario da sempre presente in letteratura e per questo pericoloso da trattare senza risultare banali, dove quattro identità, Christoph (lo scrittore protagonista ed io narrante), Lena, Chris e Magdalena si intrecciano («Forse tutti hanno un doppio da qualche parte […] E Lei ha avuto semplicemente la sfortuna di incontrare il Suo»).
Approfondire ulteriormente la descrizione dei personaggi e le vicende rischierebbe di rovinare il gusto della scoperta e anche l’impegno che bisogna dedicare, saltando da un capitoletto all’altro, per comprendere (o credere di aver compreso?) una serie di realtà simili, in cui i doppi ego scivolano l’uno sull’altro in tortuose sequenze.
Il romanzo di Stamm è davvero, davvero, magnetico e in un’epoca in cui le nostre identità fisiche e psicologiche possono essere modificate da noi (e dagli altri!) con la stessa facilità con cui si modifica un profilo sui social network, La dolce indifferenza del mondo ci pone dinnanzi ad importanti domande sull’autonomia e il destino.
Perché leggerlo?
Per leggere uno tra i migliori (forse il migliore?) scrittori Svizzeri viventi.
Una citazione dal libro
«Ci sono diversità, variazioni. Sono gli errori, le asimmetrie che rendono possibile la nostra vita. L’intero universo, mi spiegò una volta un fisico, si basa su un piccolo errore, un lieve squilibrio tra materia e antimateria, che deve essersi verificato durante il big bang. Se non fosse stato per questo errore, la materia e l’antimateria si sarebbero dissolte da tempo e non esisterebbe nulla. Ogni minima variazione non dovrebbe moltiplicarsi?, chiese Lena, ogni decisione che lui o io prendiamo in modo differente da come avete fatto Lei e Magdalena all’epoca, non dovrebbe portare a esiti sempre diversi?».
Questo libro è stato presentato a Babel festival 2020.
Federica Merlo
30 novembre 2020
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.