Di Blasim, che l’inglese The Guardian non ha esitato a definire «il più grande scrittore vivente di lingua araba», è da pochissimo uscita in italiano la raccolta di racconti Il Cristo Iracheno.
Si tratta di 12 racconti di circa una decina di pagine ciascuno, nei quali dal reale si passa spesso al fantastico nel giro di una frase oppure, in altri casi, i due elementi si fondono in maniera indissolubile, generando un effetto straniante e dirompente nel lettore, ulteriormente amplificato da una prosa cruda, durissima e a tratti macabra.
È difficile che in una raccolta di racconti il livello si mantenga sempre elevato, ma in questo caso ci troviamo davvero davanti a una «eccezione che conferma la regola». Grazie anche alle tematiche, che mantengono le storie tra loro unite da un fil rouge fatto di guerra, fanatismo, terrorismo, emigrazione e soprattutto profondi traumi umani, lo scrittore arabo, che purtroppo conosce fin troppo bene la materia di cui racconta, è stato capace – servendosi anche di un bagaglio culturale fatto di una certa letteratura americana e sudamericana – di creare racconti memorabili e strazianti, i cui protagonisti, come solo quelli della grande letteratura sanno fare, ti lacerano e ti «rimango dentro».
Perché leggerlo?
Perché, usando le parole di Gerardo Masuccio, editor della casa editrice Utopia (che sarà ospite de «Gli scrittori e la Malattia» l’8 febbraio qui il link) «se la vita, nei suoi orizzonti certi, è attraversata da un dolore inesprimibile, è lecito trovare nell’illusione la forza per sfidare l’oggi e osare un nuovo domani».
Una citazione dal libro
«Ho trascorso gli anni della mia infanzia e dell’adolescenza a spiare tutti come un cecchino nascosto nel buio. Miravo e facevo fuoco. Sparavo sugli incubi della mia vita con altri incubi, i miei incubi immaginari. Mi figuravo scene in cui mia madre e gli altri venivano torturati, e nel mio libro di scuola disegnavo enormi camion che schiacciavano le teste dei bambini».
Federica Merlo
Newsletter #36
30 gennaio 2023
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.