Il ricovero: periodo difficile, periodo di malinconie e pensieri. Dove ci si può sentire prigionieri, a volte della struttura, a volte di noi stessi.
In ques’opera Van Gogh rappresenta il cortile dell’Hotel-Dieu, l’antico ospedale di Arles, dove l’artista olandese era ricoverato tra il dicembre 1888 al maggio 1889 dopo il famoso taglio dell’orecchio. Se il periodo provenzale di Van Gogh è sempre stato contraddistinto da colori caldi e lussureggianti, in quest’opera l’artista fa trasparire tutta la mestizia del suo vissuto attraverso l’utilizzo di una tavolozza fredda, con molte tonalità di blu. Inoltre lo scorcio prospettico cosi forzato evidenzia il senso di oppressione, e di clausura provata in quel periodo. Siamo nei primi mesi dell’anno, e i colori accesi della struttura ospedaliera quasi stridono con le tonalità spente della natura spoglia e decadente. Non è quindi la struttura in sé che rende Van Gogh cosi malinconico, ma tutto quello che ci sta attorno e che quella struttura rappresenta.
1 agosto 2020
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.