I Netanyahu. Dove si narra un episodio minore e in fin dei conti trascurabile della storia di una famiglia illustre (titolo stupendo!) di Joshua Cohen, ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa nel 2022. In realtà, il libro in italiano uscirà il 7 settembre per Codice, casa editrice che pubblica tutto Cohen e lo fa, sempre affidando la traduzione a Claudia Durastanti, una delle migliori scrittrici e traduttrici italiane (intervistata sulla rMH).
Io, che di Cohen sono fan sfegatato e che ho letteralmente brindato alla notizia del prestigioso riconoscimento, non sono riuscito a resistere e l’ho letto in inglese (basta un buon livello e la voglia di usare il vocabolario per qualche termine particolare), nell’edizione Fitzcarraldo (Regno Unito).
Avevo pochi dubbi, ma anche in questo caso, devo partire col dire che Cohen ha scritto un altro capolavoro; Pulitzer o no, questo libro è il meglio che, almeno dal fronte Stati Uniti, possiamo aspettarci da una certa narrativa letteraria.
Fatte queste dovute premesse, I Netanyahu è una commedia dissacrante, quasi Alleniana, che racconta quanto succede a un professore universitario di storia dello stato di New York di origini ebraiche, Ruben Blum (liberamente ispirato, come lo stesso Cohen ha dichiarato al grande critico Harold Bloom), quando viene incaricato nel 1959 di assistere uno studioso israeliano che, lo stesso dipartimento nel quale Blum insegna, sta valutando di assumere. Detto ciò, mi fermo per non togliere il gusto della scoperta di quanto accadrà e anzi provo ad alimentarlo ancora di più aggiungendo che questo nuovo arrivato altri non è che Ben-Zion Netanyahu, padre di quel Benjamin che alcuni decenni dopo diventerà primo contestatissimo/amatissimo ministro del complicato stato di Israele.
Vi piace Roth, vi piace Bellow, vi piace Malamud, vi piace De Lillo (anche se in questo caso, a differenza degli altri romanzi e racconti di Cohen, si sente meno un certo post-modernismo), vi piace Allen, vi piace la serie Shtisel… allora questo libro fa assolutamente per voi! Non siete particolarmente interessati al tema dei conflitti culturali e religiosi degli ebrei americani e al confronto con la loro storia, nel post-Seconda guerra mondiale? Beh, fa niente, fidatevi, questo libro fa lo stesso per voi… perché, come sempre, di fronte ai capolavori letterari, non importa tanto cosa c’è scritto, ma come è scritto, e questo I Netanyahu è un romanzo stre-pi-to-so. Punto.
Perché leggerlo?
Perché nessun amante della lettura dovrebbe perdersi il miglior libro dell’anno. E perché il miglior libro dell’anno è una commedia intelligente (merce rara!) e piena d’interessanti spunti di riflessione anche per i tempi che corrono.
Una citazione dal libro
«All of these changes are certainly remarkable, and yet the fact remains that the youth today is more sensitive than ever. I admit I don’t know how to understand this phenomenon and have sought to approach it «economically», asking the question whether an increase in sensitivity has brought about a decrease in discrimination, or whether a decrease in discrimination has brought about an increase in sensitivity to when, where, and how it occurs».
Nicolò S. Centemero
Newsletter #31
30 agosto 2022
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Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.