Dopo aver scritto un meraviglioso memoir sulla sua depressione, (L’uomo che trema, Einaudi, Milano, 2018) Andrea Pomella (intervistato sul prossimo numero, il 46, della Rivista per le Medical Humanities), continua a raccontarci di sé e pubblica, sempre nell’elegante collana Supercoralli di Einaudi, I colpevoli. Premessa: è impossibile parlare senza metterci il cuore dei libri di un amico, soprattutto se l’hai conosciuto grazie alla passione per le sue parole. Comunque… I colpevoli nasce dal Pomella bambino che dice a suo padre, andatosene via di casa, «Non voglio più vederti». È questo rifiuto, che dura trentasette anni, e si conclude il 16 dicembre del 2017, all’origine di tutta la narrazione. Lo scrittore, ormai quarantasettenne, non racconta però, come ci si potrebbe aspettare, la ricostruzione del rapporto con il padre, ormai sessantottenne. Di questo «rapporto» Pomella ne fa piuttosto un’analisi «scrupolosa e senza scrupoli», alternandola a digressioni sia personali (sulla vita con la moglie e il figlio, sul lavoro, sull’infanzia) sia extra-personali (bellissimi i capitoli che parlano dei musicisti padre e figlio Tim e Jeff Buckley e della Lettera al padre di Kafka) che hanno lo scopo di fornire al lettore degli «appigli» per non essere interamente trascinato in tutti i non risolti di un tradimento, di una colpa, e forse anche… di un perdono sui generis.
Perché leggerlo?
Perché la penna di Andrea Pomella è tra le migliori in Italia oggi. Inoltre, perché la letteratura è fatta anche di confronti e fil rouge e I colpevoli si colloca di diritto e con merito tra i più importanti testi autobiografici scritti negli ultimi anni, insieme a capolavori come Città sola di Olivia Laing, Brevemente risplendiamo sulla terra di Ocean Vuong (recensione sulla Newsletter #4) e a La Straniera di Claudia Durastanti (intervistata sul numero 44 della Rivista per le Medical Humanities).
Una citazione dal libro
«Abbiamo lo stesso tono, identico il fluire delle frasi, l’ascesa e la discesa, le pause e le attese tra una parola e l’altra. […] Ho ereditato da te anche questo, non l’ho assimilato per frequentazione. Se tu fossi fuggito di casa ancor prima che nascessi sarebbe stata la stessa cosa. È affascinante il modo in cui la natura se ne infischia dei nostri traumi».
Nota
Da il suo I colpevoli Andrea Pomella ha tratto anche un podcast in 4 episodi in cui narra le storie di alcuni grandi della letteratura, della musica, dell’arte e del cinema… «storie di figli che, nel corso della loro vita, si sono persi nell’ombra fitta della figura paterna, che hanno patito la mancanza del padre o che il padre lo hanno combattuto, che hanno tradito e che sono stati traditi».
Federica Merlo e Nicolò Saverio Centemero
30 luglio 2020
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.