Sullo scaffale

Forrest Gump

Forrest Gump movie poster
Forrest Gump
Regia di Robert Zemeckis
USA, 1994

La pellicola narra l’intensa vita di Forrest Gump, un uomo a cui sin da bambino viene riconosciuto uno sviluppo cognitivo inferiore alla norma. Nato negli Stati Uniti d’America a metà degli anni quaranta Forrest, grazie a una serie di coincidenze favorevoli, sarà diretto testimone di importanti avvenimenti della storia statunitense.

Perché guardarlo?
Il film spazia su circa trent’anni di storia degli Stati Uniti d’America: Forrest, seduto su una panchina, comincia a raccontare la propria vita, sin da quando era un bambino. Raccontando le proprie vicende Forrest incontrerà tre presidenti, icone come Elvis e John Lennon, stabilirà un nuovo clima di pace tra Stati Uniti d’America e Cina attraverso il ping pong, parteciperà alla guerra del Vietnam e a un raduno hippy, senza tuttavia rendersi realmente conto di quanto tutto questo fosse straordinario. Il fil rouge che si nasconde nella trama è il rapporto speciale con Jenny, che conosce sin dall’infanzia.
Proprio il rapporto con Jenny è l’elemento su cui si basa il film. Un rapporto nato tra i banchi di scuola e che in varie fasi della vita di Forrest ricompare in varie forme. Tra i due c’è un rapporto di cura che va al di là di ogni evento storico, di ogni moda, di ogni tempo. Se prima Jenny difenderà il piccolo Forrest dai bulli, lo sosterrà nelle sue imprese seguendolo silenziosamente, cosi Forrest saprà strappare Jenny dalle cattive compagnie e abitudini. Un rapporto cosi avaro di tempo, ma di cui entrambi si prendono cura per una vita intera. Alla fine sarà Forrest a prendersi letteralmente cura di Jenny, malata terminale, ma il loro rapporto continuerà a vivere nel piccolo Forrest, figlio di quel tempo avaro, ma anche di quella cura che entrambi hanno saputo dare al loro rapporto.
La cura dei rapporti, come il rapporto di cura, necessita di qualità e non di quantità. La qualità della cura porta ogni momento vissuto a essere un momento di vita.

Recensioni
«Forrest gump, il maggiore successo della stagione negli Stati Uniti, vicenda di un uomo dall’intelligenza tanto limitata da diventare stupidità che percorre di gran corsa trent’anni di Storia americana conquistandosi vittorie, celebrità, ricchezza e amore, è come le macchie del test proiettivo di Rorschach: ognuno ci vede quello che vuole vedere, o quel che é. Allegoria americana, il film tratto da un romanzo scritto nel 1986 dal giornalista Winston Groom ha infatti già suscitato giudizi contraddittori e interpretazioni senza fine: è divertente, è tragico; è una critica radicale a società e istituzioni che consentono la prevalenza del cretino; esalta, in un’epoca di cinismo dominante, l’inalterabile capacità di sperare; rispecchia un presente nel quale intelligenza e spirito critico sono meno apprezzati della fiducia in se stessi e della buona coscienza sociale; loda la bontà generosa, l’energia fattiva, la fedeltà leale alle promesse; irride ogni idealismo degli Anni Sessanta; è oltraggiosamente conservatore, è sottilmente progressista. […]».
(Lietta Tornabuoni, La Stampa, 21 Ottobre 1994 )

«Forrest Gump o test di Rorschach? Il film di Robert Zemeckis che ha conquistato Venezia, e che prima ancora di uscire in Italia aveva già conquistato gli Stati Uniti con incassi stratosferici raramente raggiunti da un film “per adulti”, rappresenta un caso singolare di film-cartina di tornasole, di film-test, di film-crinale. Insomma, dopo tanti film-giocattolo, tanti film-otto volante, tanti film-confezione regalo, finalmente un film che, al di là del divertimento e delle emozioni, suscita il piacere e la necessità di discutere e interpretare. E non c’è dubbio che, se si usasse ancora l’aborrito “segue dibattito”, se ne sentirebbero delle belle. Magari anche che il bravissimo Tom Hanks, come ha scritto qualcuno, è troppo bravo e punta all’Oscar.
Come si è capito dalla critica italiana a Venezia 1994 e come si può leggere nelle recensioni americane e inglesi, Forrest Gump si offre a due letture completamente diverse: e per questo si parlava di film-test. Forrest Gump, che incontriamo mentre aspetta un autobus e racconta ai suoi vicini di panchina la sua avventurosa esistenza “all amencan”, è un povero di spirito, un idiota quasi dostoevskijano nella sua gentilezza d’animo, una piuma al vento della storia (ed è molto bella e magica la sequenza iniziale, metà in diretta, metà al Computer Graphics, di una piuma, appunto, che svolazza sui titoli di testa fino ad approdare ai piedi di Forrest in attesa). È un uomo qualunque che ha sconfitto il suo handicap (il piccolo Forrest non poteva camminare normalmente), che attraversa la vita letteralmente di corsa, conquista la laurea a forza di vittorie sportive, sopravvive al Vietnam, si comporta da eroe per caso, diventa miliardario, si pente, percorre il suo paese da costa a costa, incontra i grandi dei suoi anni, ama incoercibilmente il primo amore, sempre restando un adorabile idiota, sempre fedele ai motti che gli insegnava la sua mamma nella vecchia casa dell’Alabama.
Inutile dire che una vecchia volpe dello spettacolo come Robert Zemeckis, al suo primo incontro con un film che ambisce a essere un pezzo di storia americana, ci mette dentro tutto quello che il suo curriculum gli ha insegnato: la leggerezza e il senso della storia di Ritorno al futuro, la maestria degli effetti e dei contrasti di Roger Rabbit, i trucchi e la critica crudele di La morte ti fa bella. Ma rimescolati in un blend fluido e godibilissimo, ironico e tenero, affettuoso e crudele che ci accompagna (con una colonna sonora così bella ed evocativa da essere quasi ruffiana) attraverso quarant’anni di storia, dalle prime battaglie universitarie antisegregazioniste, attraverso il Vietnam, Kennedy, Johnson, Mao, Nixon, il Watergate, le Pantere nere, la musica pop, gli spinelli, le grandi mance pacifiste, sino ai primi anni ottanta.
Di ogni momento Forrest Gump – l’Everyman che sa sempre adattarsi all’esistente, lo Zelig della Storia, il Simplicissimus che attraversa la vita con il solo patrimonio della sua gentile stupidità – è, in un modo o nell’altro, il coprotagonista. Laureato a forza di gambe, eroe per la stessa ragione, campione di ping-pong per idiotico talento e di conseguenza ambasciatore dello sport americano in Cina, industriale della pesca per fiducia nell’amicizia, guru senza volerlo perché nel suo correre tra l’Atlantico e il Pacifico la massa degli altri idioti vede un messaggio che non c’è, Forrest Gump appare (grazie agli effetti speciali) accanto a Kennedy, mostra il sedere ferito in battaglia a Johnson (che si diverte un mondo), suggerisce a Lennon le parole di Imagine (così come aveva suggerito a Presley, ai tempi pensionante sconosciuto di sua madre, il celebre “pelvis movement”: ed è vero che una gag non molto diversa si vedeva in Ritorno al futuro, ma ci si diverte lo stesso); e farebbe dichiarazioni imbarazzanti sul Vietnam a un raduno davanti alla Casa Bianca se un “falco” non provvedesse a staccare i microfoni. Per tutta la vita, infine, Forrest ama la stessa donna (Robin Wright), che incarna invece l’America problematica, inquieta, eternamente alla ricerca di qualcosa – musica, sesso, oblio, giustizia sociale, illusione politica – forse impossibile da trovare. E il personaggio di Jenny uno dei principali capi d’accusa contro Forrest Gump (il film), e il suo destino sfortunato (poiché passa di illusione in illusione, di errore in errore, di moda culturale in moda culturale, finendo per morire, un po’ anticipatamente, di una malattia che si direbbe Aids), è la principale prova a carico che dovrebbe dimostrare come Zemeckis porti avanti un discorso sostanzialmente reazionario.
L’innocente di un’America alla Norman Rockwell batte ai punti le inquietudini dell’America inquieta? Sì. Ma non perché Zemeckis sposi questa convinzione. Sarebbe come sostenere che Edgar Lee Masters auspicava per gli abitanti di Spoon River i loro drammatici destini. Al contrario: facendo di Forrest un eroe della categoria tutta anglosassone della “serendipity” (secondo il Webster “l’attitudine a fare scoperte fortunate per caso”), Zemeckis sottolinea con dolorosa ironia quanto sia più facile e spesso remunerativo adattarsi, seguire la corrente, restare profondamente conformisti, farsi poche domande. E, dall’altra parte, quali prezzi abbia pagato una generazione all’utopia, alle speranze politiche, al desiderio di cambiamento. Andate e decidete. Il dibattito è aperto. Ma qualcosa resta indiscutibile: il tono sempre leggero, sempre divertente, spesso toccante di un film originale e bizzarro, che ci accompagna con grazia, intelligenza, commozione, attraverso i nostri ieri».
(Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996)

Martina Malacrida Nembrini

Sullo scaffale

Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.

AGENDA 2026

×

Venerdì

18 settembre
08.00

CAS – MODULO 11
La verità che cura: tra scienza, arte e narrazione

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

Formazione

Venerdì – Sabato

25 – 26 settembre

Summer School Medical Humanities LAB
Riservata ai progetti selezionati

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

Segni di cura

Sabato

3 ottobre
10.00-16.00

Fondazione Sasso Corbaro @ Tutti in Piazza
Festa openair delle Associazioni bellizonesi

 Bellinzona

eventi pubblici

Mercoledì

7 ottobre
18.00

Spazio Curae
Auto-compassione

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

eventi pubblici

Venerdì

9 ottobre
08.00

CAS – MODULO 12
La cura tra pubblico e personale: parole che restano

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

Formazione

Venerdì

16 ottobre
09.00

Virtual Global Symposium on Reproduction

Online

eventi pubblici

Sabato

17 ottobre
14.00

Papà ha bruciato i biscotti

LUX art house, Massagno

eventi pubblici

Lunedì

2 novembre
18.30

A conversation with Iona Heat and Maria Nadotti

FONDAZIONE SASSO CORBARO, BELLINZONA

eventi pubblici

Mercoledì

11 novembre
18.00

Spazio Curae
Arte e musica

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

eventi pubblici

Venerdì

13 novembre
08.00

CAS – MODULO 13
Comunicare nei passaggi della vita: infanzia, fine vita, scelte e istituzioni

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

Formazione

Martedì

17 novembre
18.30

I tabù della maternità – Crioconservazione degli ovociti

ONLINE

EVENTI PUBBLICI

Mercoledì

9 dicembre
18.00

Spazio Curae
Cinema e narrazione

Fondazione Sasso Corbaro, Bellinzona

eventi pubblici

La Fondazione Sasso Corbaro mira a trasformare il modo in cui la Cura viene pensata, insegnata e vissuta attraverso il contributo delle Medical Humanities e dell’etica. Dà forma al suo impegno attraverso cinque ambiti di azione intrecciati: formazione, ricerca, consulenza, progetti editoriali e iniziative di divulgazione.

Iscrizione CAS
Modulo 11

×

La verità che cura: tra scienza, arte e narrazione

18 settembre 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro

Iscrizione CAS "Modulo 11"
Costo: 300CHF

Iscrizione CAS
Modulo 10

×

Comunicare nei margini: famiglie, media, giustizia

5 giugno 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione CAS
Modulo 9

×

Comunicare insieme: relazioni, neuroscienze, team

22 maggio 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Amici della Fondazione
Una comunità che sostiene la cura

×

LA MEMBERSHIP HA VALORE A DECORRERE DALLA DATA DI ACQUISTO. è NOMINALE E NON TRASFERIBILE.

Amici della Fondazione - Membership PROVA

Iscrizione CAS
Modulo 8

×

Quando sbagliamo: comunicare l’errore, trasformare il conflitto

24 aprile 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

15 aprile / 6 maggio / 3 giugno / 8 luglio / 5 agosto / 9 settembre / 7 ottobre / 11 novembre / 9 dicembre
18.00 – 20.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione evento "Spazio Curae" – programma completo
Costo: 200CHF

Iscrizione CAS
Modulo 7

×

Comunicare nella soglia: crisi, cure palliative, fine vita

13 marzo 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione CAS
Modulo 6

×

Dalla vulnerabilità alla scelta: comunicare tra differenze e personalizzazione

20 febbraio 2026 / 08.00 – 17.00
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 2 dicembre 2026 / 18.00 – 20.00
Cinema e narrazione
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione evento "Spazio Curae" – 2 dicembre
Costo: 30CHF

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 11 novembre 2026 / 18.00 – 20.00
Arte e musica
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione evento "Spazio Curae" – 11 novembre
Costo: 30CHF

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 7 ottobre 2026 / 18.00 – 20.00
Auto-compassione
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione evento "Spazio Curae" – 7 ottobre
Costo: 30CHF

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 9 settembre 2026 / 18.00 – 20.00
Pratiche somatiche
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 5 agosto 2026 / 18.00 – 20.00
Cammino consapevole
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 8 luglio 2026 / 18.00 – 20.00
Natura e compassione
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 3 giugno 2026 / 18.00 – 20.00 
Mindfulness
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 6 maggio 2026 / 18.00 – 20.00 
Yoga e poesia
Fondazione Sasso Corbaro 

Iscrizione Spazio Curae
Un tempo e un luogo per prendersi cura di chi cura

×

Mercoledì 15 aprile 2026 / 18.00 – 20.00 
Scrittura autobiografica
Fondazione Sasso Corbaro 

Acquisto
Tote bag

×

Un piccolo gesto, un grande messaggio 
CHF 25.–

FSC BAG

Richiesta informazioni
Partner

×

Costruire insieme nuovi spazi di conoscenza

Contatto – Partner fsc

Richiesta informazioni
Sponsor

×

Accanto alla Cura, con il proprio nome

Contatto – Sponsor

Richiesta informazioni

×

Costruiamo insieme il progetto dedicato al tuo contesto

Contatto – Consulenza - Su misura

Richiesta informazioni

×

Da un quartiere alla Casa: il ruolo della narrazione compassionevole come Cura del dolore ontologico

Contatto – Consulenza - Da un quartiere alla casa

Richiesta informazioni

×

Costruiamo insieme il percorso adatto alla tua organizzazione

Contatto – Formazione su misura

Richiesta informazioni

×

Allenamento alla compassione e auto-compassione
Percorso di 6-8 settimane per strutture sanitarie, aziende e istituzioni

Contatto – Formazione Allenamento compassione

Richiesta informazioni

×

Prendersi cura di sé per prendersi cura delle organizzazioni
Percorso di 2-4 ore per strutture sanitarie, aziende e istituzioni

Contatto – Formazione prendersi cura programma

Iscrizione
Al Centro
Radici di Medical Humanities

×

Sabato 23 maggio 2026 – 11.00
Biblioteca Fondazione Sasso Corbaro
CICLO DI letture pubbliche

Iscrizione
Al Centro
Radici di Medical Humanities

×

Sabato 25 aprile – ore 11.00
Biblioteca Fondazione Sasso Corbaro
CICLO DI letture pubbliche

Iscrizione
Al Centro
Radici di Medical Humanities

×

Sabato 14 marzo 2026 – 11.00
Biblioteca Fondazione Sasso Corbaro
CICLO DI letture pubbliche

Iscrizione
Porte aperte alla Fondazione Sasso Corbaro

×

Martedì 10 febbraio 2026 – dalle 17.00
Fondazione Sasso Corbaro

Iscrizione
Vivere, morire, dire
Tre libri attorno alla fine

×

11 MARZO 2026 – 18.30
Fondazione Sasso Corbaro
Ciclo di presentazioni

Iscrizione
Vivere, morire, dire
Tre libri attorno alla fine

×

4 MARZO 2026 – 18.30
Fondazione Sasso Corbaro
Ciclo di presentazioni

Iscrizione
Newsletter
Fondazione Sasso Corbaro

×

Iscrizione Newsletter

Iscrizione
Vivere, morire, dire
Tre libri attorno alla fine

×

25 MARZO 2026 – 18.30
Fondazione Sasso Corbaro
Ciclo di presentazioni