Marcel Duchamp con i suoi ready made entra di prepotenza tra i protagonisti della Storia dell’Arte. Tra le sue opere più famose sicuramente possiamo citare la “Fontana”. Un semplice orinatoio capovolto, una firma fasulla e quel banale e volgare oggetto di ceramica diventa un’opera d’arte. L’oggetto non cambia forma, non cambia colore. Duchamp cambia quell’orinatoio nel suo significato, lo eleva allo status di opera d’arte, lo estirpa dal suo anonimato di oggetto. Un gesto semplice, un gesto storico, un gesto che cambia l’esistenza stessa dell’oggetto. L’opera non fu mai esposta e andò perduta, ma la sua icona è rimasta scalfita nella Storia dell’Arte e nell’immaginario collettivo.
Nella nostra vita a volte incontriamo persone che sanno vedere dentro di noi l’opera d’arte, che sanno, attraverso un cambio di prospettiva, elevare la nostra esistenza a qualcosa di meglio e ci fanno vivere meglio con noi stessi. Un ready made della persona, una cura che non ci cambia nella forma o nel colore, ma cambia il nostro modo di vederci, di vivere, e questo grazie a qualcuno. Quel qualcuno che si è curato di noi soltanto con il suo essere con noi. Forse per qualcuno il suo Duchamp non è ancora arrivato, per qualcun altro forse è già passato. Forse lo siamo stati a nostra volta o forse no.
Non bisognerebbe farseli scappare i Duchamp dalla propria vita, quelli che ti entrano e ti cambiano prospettiva, ma se succede, come per l’orinatoio, rimane quel cambio di prospettiva, quando ti sentivi un cesso e invece qualcuno ti ha insegnato ad essere un’opera d’arte. Grazie.
1 giugno 2021
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.