Patricio Pron, classe ’75, è uno dei maggiori scrittori argentini della sua generazione. Con questo Domani avremo altri nomi ha vinto nel 2019 il prestigioso Premio Alfaguara (tra i più importanti premi di letteratura in lingua spagnola).
Per parlare di questo romanzo parto dalle belle parole che si trovano proprio sul sito dell’Alfaguara, che lo definiscono: «L’affascinante autopsia di una rottura d’amore, che va oltre l’amore: è la mappatura sentimentale di una società nevrotica dove le relazioni sono prodotti di consumo […]». E nel corso della lettura la sensazione è stata davvero quella di trovarmi ad un tavolo autoptico su cui i due protagonisti, «Lui» e «Lei», sviscerano molte delle idiosincrasie e delle insicurezze dei giovani adulti di oggi. Pron, infatti, è riuscito in quell’operazione – che molti non tentano e che chi tenta spesso fallisce – di raccontare i trentenni in maniera estremamente lucida e senza essere indulgente nei loro confronti. Ne esce un romanzo pieno zeppo di spunti di riflessione nel quale, partendo da una coppia scoppiata dopo un quinquennio di convivenza, si vanno a toccare argomenti d’interesse sociale quali la differenza di genere, la maternità, il senso della relazione di coppia ai giorni nostri e si critica anche il mondo dell’editoria (il Lui protagonista è uno scrittore).
Un capolavoro? Forse no… ma Domani avremo altri nomi ha il grande merito, a mio avviso, di far parte di quella letteratura di qualità (prosa eccellente, senza dubbio!) capace di parlare di contemporaneo senza peli sulla lingua e senza timori di accendere il dibattito su temi importanti.
Perché leggerlo?
Perché spesso tessiamo le lodi dei protagonisti… in questo caso, però, devo ammettere che il personaggio più riuscito non è né Lui, né Lei, ma M., l’amica e editor di Lui che, da sola, vale la lettura del romanzo.
Una citazione dal libro
«[…]nel corso della sua vita adulta aveva maturato la certezza che l’attrazione per un’altra persona e il desiderio che ci appartenga sono inscindibili, ma non escludeva del tutto che una nuova generazione un po’ più ragionevole riuscisse a istituire altre forme di convivenza, principi diversi».
Federica Merlo
Newsletter #27
30 aprile 2022
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Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.