Il 27 aprile è stata pubblicata una nuova raccolta di saggi, qualcuno inedito e qualcuno già uscito su giornali e riviste «seppure qui arricchito e risistemato per la nuova collocazione» di Walter Siti. Tanto è stato il desiderio di leggere subito il testo, considerata anche la tematica vicina agli argomenti d’interesse della Fondazione Sasso Corbaro, che l’ho subito preso in e-book e finito la sera successiva.
Il libro analizza in maniera critica uno dei temi fondanti della letteratura ancora oggi molto attuale, quello che Sartre definiva l’engagement. Siti contesta l’attuale deriva della letteratura che, «come una brava infermiera», deve per forza fare del bene risanando il maggior numero di lettori possibile. In passato – fin qui niente di nuovo – si è sempre chiesto alla letteratura di essere «morale» e la stragrande maggioranza dei classici lo dimostra. Il problema attuale però, secondo Siti, è che tutto questo impegno, tutti questi messaggi positivi, hanno relegato in secondo piano «semplificando ed esteriorizzando», la forma. Individuati i temi, «buoni per definizione» (migranti, vari tipi di diversità, malattie rare, orgoglio femminile, olocausto etc.), quello che importa è che il messaggio arrivi senza «deludere», «sconcertare» o «disgustare», il fido lettore.
La grandezza di questo Contro l’impegno, che dichiara tutto quanto ho riportato sin qui nella parte iniziale, sta anche nel fatto che, nella parte centrale, oltre a fare precisi riferimenti agli scrittori (tra gli altri Perrin, Murgia, Carofiglio, Saviano vengono «smontati» con la raffinatezza e le armi del critico letterario di razza) Siti fa anche molti esempi televisivi e legati ai nuovi media (podcast, social network etc.), anch’essi colpevoli di sacrificare la forma («strumento di conoscenza» e «contenuto a tutti gli effetti»), per far prevalere l’efficacia di un messaggio leggero, superficiale, frammentario, veloce… aereodinamico, per citare (come fa lo stesso Siti) il Baricco di The Game.
Nel capitolo finale, a mio avviso insieme ai primi il migliore di tutto il libro, lo scrittore si chiede se ci sia «un modo per la letteratura di sostenere cause etiche e/o politiche senza avvilire le sue potenzialità conoscitive?» e risponde con tre esempi che vi lascio scoprire (Spoiler: dei tre uno è attuale, uno è un classico e uno un classicissimo!).
Perché leggerlo?
Per imparare come si fa «critica» e quanto sia fondamentale essere competenti, preparati e studiare a fondo la materia di cui si scrive… per farla bene!
Una citazione dal libro
«Si fatica a distinguere tra l’uso benefico della parola quale si verifica in vari campi della cultura (psicanalisi, antropologia, educazione, giornalismo) e la letteratura che invece dovrebbe essere ascolto e avventura della parola».
Federica Merlo
30 maggio 2021
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.