La Cappella Rothko è una cappella aconfessionale situata a Houston, fondata da John e Dominique de Menil. Lo spazio interno assolve non solo il compito di cappella, ma costituisce altresì un’importante opera d’arte moderna. Alle sue pareti vi sono 14 dipinti neri, con sfumature, realizzati dall’artista Mark Rothko. La forma ottagonale dell’edificio e il suo design sono stati ampiamente influenzati dall’artista.
La Cappella è diventata un luogo sacro e al contempo laico, aperto a tutte le religioni, ma che non appartiene a nessuna. È diventato un centro per scambi culturali, religiosi e filosofici internazionali, per seminari e rappresentazioni, e insieme luogo di preghiera privata di individui di ogni fede. Proprio come la Cura, la cappella Rothko non si nega a nessuno.
Sappiamo bene che la cura del corpo non è separata dalla cura della psiche, “Men sana in corpore sano” dicevano gli antichi, e credo questo valga pure a parti invertite. La guarigione può davvero passare anche attraverso l’espressione della spiritualità, che è una forza innata nell’uomo. L’arte è un canale per la liberazione di tale forza, faticosa o impensabile nel suo affiorare per taluni, più naturale o consapevole per altri.
Non è un caso che sia stato Mark Rothko a curare l’allestimento di uno spazio del genere. Rothko usa un linguaggio artistico molto basico, fondato sulle sensazioni e le emozioni suscitate dai colori: un linguaggio pressoché universale.
Cito lo stesso Mark Rothko: “Il fatto che alcuni uomini dinanzi ai miei quadri crollino e si mettano a piangere dimostra che io sono in grado di dare espressione alle fondamentali sensazioni umane.”
1 aprile 2022
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.