Tra le scrittrici più importanti del panorama letterario francese, Maylis de Kerangal, della quale abbiamo già recensito in «Sullo scaffale» il bel romanzo Riparare i viventi, è appena uscita in italiano con Canoe (in Francia il libro è stato pubblicato nel 2021 da Gallimard, suo storico editore).
Canoe è una raccolta di otto racconti – sette di lunghezza non superiore alle 15 pagine, uno, Mustang, si potrebbe invece considerare una storia lunga, di una sessantina di pagine – legati tra loro dalla costante presenza di una «canoa» in differenti forme (un ciondolo dorato, un oggetto di arredamento, la forma della scia della cometa di Halley nel 1986 etc.). Tuttavia, come ben ha notato Alessandra Sarchi su La Lettura del Corriere della Sera del 19 giugno 2022, «se la canoa è l’amuleto che racchiude la possibilità di un attraversamento […] l’altro polo tematico intorno cui ruota la raccolta è quello della voce umana, intesa come forma indelebile e unica, almeno quanto l’iride degli occhi o l’impronta digitale, dell’identità di ogni individuo». De Kerangal stessa, a tal proposito, ha dichiarato che la sua è stata una ricerca della propria voce tra la voci delle sue protagoniste, tutte donne, di tutte le età, solitarie, sognatrici, volubili, ossessionate, marginali ma sempre verissime.
Tutto questo viene messo sulle pagine con uno stile estremamente raffinato e caratteristico, con il quale de Kerengal è capace di emozionare e di trascinare il lettore nei luoghi delle sue personagge, siano essi fisici o mentali. Insomma, anche questo Canoe, conferma e ribadisce il talento di una scrittrice brava come poche.
Perché leggerlo?
Banalmente? Perché è un nuovo libro di Maylis… quindi, imperdibile!
Una citazione dal libro
«Io non riconosco più la voce di Sam. Da quando ci siamo ritrovati all’aeroporto, mentre l’emozione di rivederci, di riunirci per quella che si annunciava come una nuova fase della nostra vita insieme, ravvivava la goffaggine febbrile, quel misto di slancio e di ritrarsi pudico, tipico degli innamorati provati dalla separazione, ho percepito una variazione, seppure leggera, così tenue che non mi ci sono soffermata, perché quella voce continuava a essere la sua senza alcun dubbio e perché noi eravamo stravolti dalla situazione».
Federica Merlo
Newsletter #30
30 luglio 2022
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.