Tradotto in italiano da Claudia Durastanti (scrittrice intervistata nel numero 44 della rMH) Brevemente risplendiamo sulla terra è l’esordio in prosa del giovane poeta di origine Vietnamita, Ocean Voung (la sua raccolta di poesie Cielo notturno con fori d’uscita, pubblicata in italiano sempre da La Nave di Teseo, ha vinto, tra gli altri, il famoso premio T. S. Eliot). Vuong, che nel 1990 si è trasferito negli Stati Uniti e si è formato grazie a professori del calibro di Ben Lerner, ha scritto un libro sperimentale e poetico, ricco di influssi autobiografici. A livello di struttura, si tratta di una lunga lettera scritta da un figlio, «Little Dog» (come Vuong viene chiamato nel libro), alla madre Rose, la quale, tuttavia, non sa leggere. Questo rende il testo, in realtà, un prolungato racconto interiore dell’autore, denso di meditazioni di tipo quasi saggistico e sezioni poetiche al limite del componimento in versi. Tre sono gli aspetti che caratterizzano fortemente questo memoir. Il primo, è l’incredibile molteplicità di temi che Voung riesce a trattare (la memoria, il fallimento dell’integrazione degli immigrati, l’amore omosessuale, la violenza domestica, le armi, il disturbo post-traumatico da stress, l’abuso di ossicodone che devasta negli Stati Uniti le classi sociali meno abbienti), il secondo è l’utilizzo, come spesso avviene anche nelle sue poesie, di immagini tratte dal regno animale (molto evocativa è quella iniziale della migrazione delle farfalle monarca verso sud) e il terzo, che a mio modo di vedere risulta essere anche il più interessante e riuscito, sono le riflessioni sul senso della scrittura e della parola «[…] invidio le parole per essere capaci di fare quello che noi non sappiamo mai fare, sono capaci di dire tutto di sé rimanendosene ferme e basta, essendo e basta».
Perché leggerlo?
Facile… perché è leggere poesia!
Una citazione dal libro
«A volte, quando non ci penso troppo, mi viene in mente che una ferita è anche il punto in cui la carne rincontra se stessa, chiedendo all’altra estremità: dove sei stata?».
Federica Merlo
30 maggio 2020
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.