Il quadro è un non finito, un abbozzo di dipinto molto probabilmente iniziato da Hayez sotto un importante moto emotivo. L’opera infatti raffigura la trasposizione visiva del brindisi recitato dal Tommaso Grossi nel 1824 in un banchetto di amici organizzato da Giuseppe Molteni per festeggiare la guarigione di Hayez da una lunga malattia. Il personaggio al centro, dunque, sarebbe lo stesso artista attorniato dai suoi amici più cari (a sinistra, Giovanni Migliara in basso e, in alto, Pelagio Palagi; a destra, con la tuba, Giuseppe Molteni e infine Tommaso Grossi).
Un ritratto di guarigione, che celebra la vita, il ritorno a una normalità che la malattia aveva interrotto e che ritrova senso solo se condivisa con gli amici più cari. Quegli amici della stagione romantica, quelli che negli anni ’20 del XIX secolo percorrevano la sua stessa strada e condividevano con lui discussioni, scelte intellettuali e civili.
Un ritratto che nella sua non completezza trova il suo fascino e la sua forza espressiva concentrando l’attenzione di chi guarda sui visi dei protagonisti.
Questo quadro, ma soprattutto la sua storia, ci racconta questo momento storico, dove molti di noi si sono sentiti “guariti” solo una volta potuto tornare a frequentare le persone vicine e care. L’amicizia, il contatto, tutto il bisogno sociale dell’essere umano celebrato su tela.
1 luglio 2021
Curare ad arte
Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell’arte, perché curare è un’arte e l’arte può essere cura.