L’editore bellinzonese Casagrande ha appena pubblicato (maggio 2022) in italiano il romanzo Andarsene, dello scrittore svizzero-tedesco Peter Stamm. Il libro – uscito in prima edizione tedesca nel 2016 – si apre con un uomo di nome Thomas che apparentemente vive una vita perfetta: due figli piccoli e una moglie affettuosa con i quali è appena tornato dalle vacanze estive in Spagna, una casa borghese in un paese della campagna svizzera, nessuna attrazione per altre donne, nessun litigio con la consorte Astrid, nessun problema di lavoro… eppure, senza alcun preavviso, mentre la moglie sta mettendo a letto i bambini, lascia a metà il bicchiere di vino che stava sorseggiando in giardino e se ne va. Fin qui ci sarebbero tutte le premesse per un ottimo thriller! Tuttavia, coloro che già conoscono lo scrittore svizzero sanno bene che il suo interesse non è la ricerca della suspence o del colpo di scena, bensì quello di lasciare indagare ai lettori, senza fornire indizi, le ragioni di un gesto – l’andarsene del titolo – e gli effetti che questo non solo ha sugli altri personaggi, ma anche sullo stesso fuggitivo.
Perché leggerlo?
Per la bravura stilistica di Stamm, da sempre la principale ragione che fa sì che io non mi perda nessuna delle sue nuove uscite!
Una citazione dal libro
«Aveva sposato Astrid, avevano avuto dei figli, erano andati a vivere nella casa dei suoi genitori e un po’ alla volta l’avevano messa a posto. Costruire tutto quanto era costato molta fatica, e adesso abitavano in quella casa che andava pian piano in rovina in maniera impercettibile quanto inarrestabile. Da qualche parte aveva letto che la costruzione di un edificio terminava solo quando diventava un rudere. Forse lo stesso valeva anche per le persone».
Federica Merlo
Newsletter #28
30 maggio 2022
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.