Giorgio Boatti è nato in un paese della Lomellina, al confine tra Lombardia e Piemonte, dove tutt’ora risiede e, prima di esordire con il romanzo autobiografico Abbassa il cielo e scendi, ha pubblicato parecchi saggi di carattere storico contemporaneo che vi invito a scoprire qui.
Di Abbassa il cielo e scendi, la scrittrice e scout letteraria Cristina De Stefano, ha detto: «Per parlare della follia ci vuole un poeta. Per raccontare il tempo perduto ci vuole uno storico. Giorgio Boatti è tutte e due le cose e lo dimostra in questo straordinario romanzo dove tutto è vero». Mai strillo poteva essere più azzeccato e preciso nel descrivere la doppia natura di questo libro. Da una parte, infatti, Boatti racconta in prima persona il suo rapporto con il fratellone Bruno che, dall’età del servizio militare, inizia a manifestare i sintomi di una grave malattia mentale, la schizofrenia. Dall’altra, attingendo al suo bagaglio di giornalista e saggista, grande conoscitore del panorama socio-politico italiano del «Secolo Breve», lo scrittore inserisce questa sua vicenda personale in un contesto più ampio, che gli permette di parlare delle famiglie che faticavano ad arrivare a fine mese per far studiare i figli, che quando capitava una malattia la tenevano nascosta per pudore e vergogna e di tutti coloro che sono stati testimoni delle grandi rivoluzioni (la legge Basaglia, per citarne soltanto una, che nel 1978 sanciva la chiusura dei manicomi) e, purtroppo, pure del loro tradimento.
Se i grandi romanzi – ed è qui che l’arte esercita la sua funzione politica – ci fanno riflettere, in questo Abbassa il cielo e scendi, che grande romanzo lo è dalla prima riga ai ringraziamenti (a proposito, andateveli a leggere!), ci sono parole sul «prendersi cura» la cui intensità, alimentata dall’esperienza personale dell’autore, si trasmette in maniera così potente al lettore che, più di tanti testi scientifici, sono in grado di farci capire cosa sono le Medical Humanities.
Perché leggerlo?
Perché, una volta letto il libro, avrete anche la possibilità di ascoltare l’autore. Giorgio Boatti è stato invitato il 6 aprile 2023 dalla Casa della Letteratura per la Svizzera Italiana a presentare a Lugano Abassa il cielo e scendi. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente della Casa della Letteratura, il poeta Fabiano Alborghetti, per avermi dato l’opportunità di moderare quell’incontro e vi suggerisco caldamente di consultare il programma dei loro prossimi, interessantissimi, eventi.
Una citazione dal libro
«Ed è un peccato. Perché magari tra mezzo secolo oppure oltre ancora, quando sotto quel tetto non abiteranno più dolore sofferenza, questa vetrata infranta e insanguinata aiuterebbe a capire qualcosa della pazzia e del suo infrangersi sulla fragilità umana; a comprendere, in un baleno, quanto siano vicini alle vite di ognuno di noi i suoi margini, e taglienti, nei confronti delle nostre arroganti certezze, i suoi bordi».
Nicolò S. Centemero
Newsletter #39
30 aprile 2023
Sullo scaffale
Consigli di visione, spunti di riflessione, recensioni di film e libri raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.