Formazione

3° Simposio

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

12 Maggio 2011
14.00 - 18.00

La morte cerebrale e la donazione "a cuore non battente"
La morte cerebrale e la donazione "a cuore non battente"

La medicina intensiva permette ormai da alcuni decenni di mantenere funzionali anche per molto tempo gli organi di pazienti clinicamente morti ed è quindi stato necessario ridefinire i criteri della morte: se in passato essa era la conseguenza naturale dell’arresto cardiaco, oggi si considera deceduta una persona quando le sue funzioni cerebrali sono irreversibilmente assenti.

La medicina intensiva permette ormai da alcuni decenni di mantenere funzionali anche per molto tempo gli organi di pazienti clinicamente morti ed è quindi stato necessario ridefinire i criteri della morte: se in passato essa era la conseguenza naturale dell’arresto cardiaco, oggi si considera deceduta una persona quando le sue funzioni cerebrali sono irreversibilmente assenti.

La definizione di morte attraverso la morte cerebrale è accettata ufficialmente in tutto il mondo, non da ultimo perché permette la donazione degli organi a chi ne necessita per sopravvivere o per migliorare una qualità di vita gravemente compromessa. La riflessione etica sulla donazione d’organi ha accompagnato la medicina dei trapianti fin dai suoi albori, in particolare per i suoi aspetti antropologici e politici: il simposio vuole affrontare le controversie più recenti legate ai criteri di morte cerebrale nella “donazione a cuore non battente”, una tecnica che si vorrebbe implementare anche in Svizzera per far fronte alla scarsità di organi disponibili, per ridurre i tempi d’attesa e il rischio di morte per i pazienti che li necessitano.
In particolare il pomeriggio sarà dedicato alle problematiche etiche concernenti le recenti proposte atte ad aumentare il numero delle donazioni mediante incentivi, pecuniari e non, a sapere se tale modalità non possa eventualmente stravolgere il senso più profondo del dono: la stessa preoccupazione vale anche per la questione sul consenso informato (attualmente in vigore: il consenso avviene attraverso la discussione con i famigliari) verso i tentativi di introdurre quello presunto (chi non si dichiara contrario è di conseguenza consenziente), con il rischio, almeno per quanto riguarda la nostra popolazione, di incrinare quel rapporto di fiducia privilegiato, che abbiamo potuto creare nel corso degli ultimi vent’anni.

La definizione di morte attraverso la morte cerebrale è accettata ufficialmente in tutto il mondo, non da ultimo perché permette la donazione degli organi a chi ne necessita per sopravvivere o per migliorare una qualità di vita gravemente compromessa. La riflessione etica sulla donazione d’organi ha accompagnato la medicina dei trapianti fin dai suoi albori, in particolare per i suoi aspetti antropologici e politici: il simposio vuole affrontare le controversie più recenti legate ai criteri di morte cerebrale nella “donazione a cuore non battente”, una tecnica che si vorrebbe implementare anche in Svizzera per far fronte alla scarsità di organi disponibili, per ridurre i tempi d’attesa e il rischio di morte per i pazienti che li necessitano.
In particolare il pomeriggio sarà dedicato alle problematiche etiche concernenti le recenti proposte atte ad aumentare il numero delle donazioni mediante incentivi, pecuniari e non, a sapere se tale modalità non possa eventualmente stravolgere il senso più profondo del dono: la stessa preoccupazione vale anche per la questione sul consenso informato (attualmente in vigore: il consenso avviene attraverso la discussione con i famigliari) verso i tentativi di introdurre quello presunto (chi non si dichiara contrario è di conseguenza consenziente), con il rischio, almeno per quanto riguarda la nostra popolazione, di incrinare quel rapporto di fiducia privilegiato, che abbiamo potuto creare nel corso degli ultimi vent’anni.

La definizione di morte attraverso la morte cerebrale è accettata ufficialmente in tutto il mondo, non da ultimo perché permette la donazione degli organi a chi ne necessita per sopravvivere o per migliorare una qualità di vita gravemente compromessa. La riflessione etica sulla donazione d’organi ha accompagnato la medicina dei trapianti fin dai suoi albori, in particolare per i suoi aspetti antropologici e politici: il simposio vuole affrontare le controversie più recenti legate ai criteri di morte cerebrale nella “donazione a cuore non battente”, una tecnica che si vorrebbe implementare anche in Svizzera per far fronte alla scarsità di organi disponibili, per ridurre i tempi d’attesa e il rischio di morte per i pazienti che li necessitano.
In particolare il pomeriggio sarà dedicato alle problematiche etiche concernenti le recenti proposte atte ad aumentare il numero delle donazioni mediante incentivi, pecuniari e non, a sapere se tale modalità non possa eventualmente stravolgere il senso più profondo del dono: la stessa preoccupazione vale anche per la questione sul consenso informato (attualmente in vigore: il consenso avviene attraverso la discussione con i famigliari) verso i tentativi di introdurre quello presunto (chi non si dichiara contrario è di conseguenza consenziente), con il rischio, almeno per quanto riguarda la nostra popolazione, di incrinare quel rapporto di fiducia privilegiato, che abbiamo potuto creare nel corso degli ultimi vent’anni.

La definizione di morte attraverso la morte cerebrale è accettata ufficialmente in tutto il mondo, non da ultimo perché permette la donazione degli organi a chi ne necessita per sopravvivere o per migliorare una qualità di vita gravemente compromessa. La riflessione etica sulla donazione d’organi ha accompagnato la medicina dei trapianti fin dai suoi albori, in particolare per i suoi aspetti antropologici e politici: il simposio vuole affrontare le controversie più recenti legate ai criteri di morte cerebrale nella “donazione a cuore non battente”, una tecnica che si vorrebbe implementare anche in Svizzera per far fronte alla scarsità di organi disponibili, per ridurre i tempi d’attesa e il rischio di morte per i pazienti che li necessitano.
In particolare il pomeriggio sarà dedicato alle problematiche etiche concernenti le recenti proposte atte ad aumentare il numero delle donazioni mediante incentivi, pecuniari e non, a sapere se tale modalità non possa eventualmente stravolgere il senso più profondo del dono: la stessa preoccupazione vale anche per la questione sul consenso informato (attualmente in vigore: il consenso avviene attraverso la discussione con i famigliari) verso i tentativi di introdurre quello presunto (chi non si dichiara contrario è di conseguenza consenziente), con il rischio, almeno per quanto riguarda la nostra popolazione, di incrinare quel rapporto di fiducia privilegiato, che abbiamo potuto creare nel corso degli ultimi vent’anni.

Formazione

8° Seminario riconosciuto per la formazione continua FMH

EOC (ORL, OBV, ORBV, ORL)

Primavera 2011

Formazione FMH in etica clinica
Formazione FMH in etica clinica

 


 

 

 


 

 

Formazione

2° Simposio

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

1° Marzo 2011
10.00—18.00

Coma e coscienza
Coma e coscienza

Questo simposio affronta quello che da alcuni pensatori è stato definito l’ultimo mistero che ancora sopravvive: la coscienza umana. Alla soluzione di questo “mistero” collaborano da tempo gli studiosi di discipline diverse: filosofia, psicologia, neuroscienze (per citarne alcune).

Questo simposio affronta quello che da alcuni pensatori è stato definito l’ultimo mistero che ancora sopravvive: la coscienza umana. Alla soluzione di questo “mistero” collaborano da tempo gli studiosi di discipline diverse: filosofia, psicologia, neuroscienze (per citarne alcune).

Tra i disturbi della coscienza, infatti, quelli che sollevano gli interrogativi più urgenti sono quelli causati dai danni cerebrali che conseguono a eventi traumatici e non. I massicci cambiamenti nei livelli di coscienza che questi danni possono provocare esercitano una profonda influenza sull’approccio terapeutico ai pazienti che ne sono affetti. Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche ha rivelato come allo stato di coma possono conseguire due condizioni cliniche diverse: lo stato vegetativo (VS), in cui gli individui conservano il ritmo sonno-veglia e la capacità di respirare senza supporti artificiali ma perdono qualsiasi grado di consapevolezza di sé e dell’ambiente che li circonda, e lo stato di minima coscienza (MCS), in cui gli individui mantengono alcune funzioni cognitive e alcune risposte comportamentali agli stimoli esterni.

Nonostante gli sforzi per ottenere una buona accuratezza diagnostica, studi recenti mostrano come ad una percentuale non indifferente dei pazienti che presentano questi disordini della coscienza venga erroneamente assegnata una diagnosi di VS. La possibilità, offerta dalle recenti scoperte, di individuare precocemente i segni di una coscienza residua è probabilmente destinata a mutare radicalmente non solo l’approccio alla cura quotidiana di questi pazienti ma anche le complesse decisioni che curanti e familiari sono chiamati a prendere alla fine della vita rispettivamente all’inizio di una diversa.

Tra i disturbi della coscienza, infatti, quelli che sollevano gli interrogativi più urgenti sono quelli causati dai danni cerebrali che conseguono a eventi traumatici e non. I massicci cambiamenti nei livelli di coscienza che questi danni possono provocare esercitano una profonda influenza sull’approccio terapeutico ai pazienti che ne sono affetti. Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche ha rivelato come allo stato di coma possono conseguire due condizioni cliniche diverse: lo stato vegetativo (VS), in cui gli individui conservano il ritmo sonno-veglia e la capacità di respirare senza supporti artificiali ma perdono qualsiasi grado di consapevolezza di sé e dell’ambiente che li circonda, e lo stato di minima coscienza (MCS), in cui gli individui mantengono alcune funzioni cognitive e alcune risposte comportamentali agli stimoli esterni.

Nonostante gli sforzi per ottenere una buona accuratezza diagnostica, studi recenti mostrano come ad una percentuale non indifferente dei pazienti che presentano questi disordini della coscienza venga erroneamente assegnata una diagnosi di VS. La possibilità, offerta dalle recenti scoperte, di individuare precocemente i segni di una coscienza residua è probabilmente destinata a mutare radicalmente non solo l’approccio alla cura quotidiana di questi pazienti ma anche le complesse decisioni che curanti e familiari sono chiamati a prendere alla fine della vita rispettivamente all’inizio di una diversa.

Tra i disturbi della coscienza, infatti, quelli che sollevano gli interrogativi più urgenti sono quelli causati dai danni cerebrali che conseguono a eventi traumatici e non. I massicci cambiamenti nei livelli di coscienza che questi danni possono provocare esercitano una profonda influenza sull’approccio terapeutico ai pazienti che ne sono affetti. Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche ha rivelato come allo stato di coma possono conseguire due condizioni cliniche diverse: lo stato vegetativo (VS), in cui gli individui conservano il ritmo sonno-veglia e la capacità di respirare senza supporti artificiali ma perdono qualsiasi grado di consapevolezza di sé e dell’ambiente che li circonda, e lo stato di minima coscienza (MCS), in cui gli individui mantengono alcune funzioni cognitive e alcune risposte comportamentali agli stimoli esterni.

Nonostante gli sforzi per ottenere una buona accuratezza diagnostica, studi recenti mostrano come ad una percentuale non indifferente dei pazienti che presentano questi disordini della coscienza venga erroneamente assegnata una diagnosi di VS. La possibilità, offerta dalle recenti scoperte, di individuare precocemente i segni di una coscienza residua è probabilmente destinata a mutare radicalmente non solo l’approccio alla cura quotidiana di questi pazienti ma anche le complesse decisioni che curanti e familiari sono chiamati a prendere alla fine della vita rispettivamente all’inizio di una diversa.

Tra i disturbi della coscienza, infatti, quelli che sollevano gli interrogativi più urgenti sono quelli causati dai danni cerebrali che conseguono a eventi traumatici e non. I massicci cambiamenti nei livelli di coscienza che questi danni possono provocare esercitano una profonda influenza sull’approccio terapeutico ai pazienti che ne sono affetti. Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche ha rivelato come allo stato di coma possono conseguire due condizioni cliniche diverse: lo stato vegetativo (VS), in cui gli individui conservano il ritmo sonno-veglia e la capacità di respirare senza supporti artificiali ma perdono qualsiasi grado di consapevolezza di sé e dell’ambiente che li circonda, e lo stato di minima coscienza (MCS), in cui gli individui mantengono alcune funzioni cognitive e alcune risposte comportamentali agli stimoli esterni.

Nonostante gli sforzi per ottenere una buona accuratezza diagnostica, studi recenti mostrano come ad una percentuale non indifferente dei pazienti che presentano questi disordini della coscienza venga erroneamente assegnata una diagnosi di VS. La possibilità, offerta dalle recenti scoperte, di individuare precocemente i segni di una coscienza residua è probabilmente destinata a mutare radicalmente non solo l’approccio alla cura quotidiana di questi pazienti ma anche le complesse decisioni che curanti e familiari sono chiamati a prendere alla fine della vita rispettivamente all’inizio di una diversa.

Formazione

1° Simposio

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

8 Febbraio 2011
14.00 - 17.30

SwissDRG: una sfida anche etica?
SwissDRG: una sfida anche etica?

Moderatore: Lic. oec. Danilo Beffa, già vicedirettore EOC e capo Area finanze, controlling e ICT, Bellinzona

RelatoriDr med. Fabrizio Barazzoni, capo Area medica EOC e presidente della Commissione di etica clinica EOC, Bellinzona, Lic. oec. Dino Cauzza, capo Area finanze e controlling EOC, Bellinzona, Dr med. Pierre-François Cuénoud, primario dipartimento di chirurgia, ospedale di Sion, membro del Comitato centrale della FMH e responsabile del settore SwissDRG, rappresentante FMH nel Consiglio di amministrazione della SwissDRG SA, Sion, Prof. Dr med. Pierre-Yves Martin, primario di nefrologia e presidente del Consiglio di etica clinica HUG, Ginevra, Prof. Dr.ssa med. Samia Hurst, professore borsista FNS e consulente del Consiglio di etica clinica HUG, Ginevra

Organizzazione: COMEC, Area medica EOC, Viale Officina 3, 6500 Bellinzona. elisabetta.sassi@eoc.ch Tel 091 811 13 14 - Fax 091 811 13 16

Moderatore: Lic. oec. Danilo Beffa, già vicedirettore EOC e capo Area finanze, controlling e ICT, Bellinzona

RelatoriDr med. Fabrizio Barazzoni, capo Area medica EOC e presidente della Commissione di etica clinica EOC, Bellinzona, Lic. oec. Dino Cauzza, capo Area finanze e controlling EOC, Bellinzona, Dr med. Pierre-François Cuénoud, primario dipartimento di chirurgia, ospedale di Sion, membro del Comitato centrale della FMH e responsabile del settore SwissDRG, rappresentante FMH nel Consiglio di amministrazione della SwissDRG SA, Sion, Prof. Dr med. Pierre-Yves Martin, primario di nefrologia e presidente del Consiglio di etica clinica HUG, Ginevra, Prof. Dr.ssa med. Samia Hurst, professore borsista FNS e consulente del Consiglio di etica clinica HUG, Ginevra

Organizzazione: COMEC, Area medica EOC, Viale Officina 3, 6500 Bellinzona. elisabetta.sassi@eoc.ch Tel 091 811 13 14 - Fax 091 811 13 16

Formazione

7° Seminario riconosciuto per la formazione continua FMH

Università della Svizzera Italiana
Aula Magna
Via Buffi 13
Lugano

17 Novembre 2010
14.00 - 18.00

La neuroetica, sfida delle neuroscienze
La neuroetica, sfida delle neuroscienze

7° Simposio della Commissione di etica clinica dell'EOC (COMEC)

Relatori: Bernardino Fantini, Roberta De Monticelli, Carlo Alberto Defanti, Claudio Bassetti

7° Simposio della Commissione di etica clinica dell'EOC (COMEC)

Relatori: Bernardino Fantini, Roberta De Monticelli, Carlo Alberto Defanti, Claudio Bassetti

Formazione

5° Percorso della COMEC

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

1° Marzo -
25 Ottobre 2010

18.00 - 20.00

La neuroetica, sfida delle neuroscienze
La neuroetica, sfida delle neuroscienze

Relatori: Carlo Maggini, Fabrizio Barazzoni, Vittorio A. Sironi, Laura Boella, Eugenio Borgna, Klaus Scherer, Bernard Bärtschi, Graziano Martignoni,  Alberto Oliverio, Arnaldo Benini
Moderatori: Claudio Bassetti, Roberto Malacrida, Franco Zambelloni, Fabio M. Conti

Relatori: Carlo Maggini, Fabrizio Barazzoni, Vittorio A. Sironi, Laura Boella, Eugenio Borgna, Klaus Scherer, Bernard Bärtschi, Graziano Martignoni,  Alberto Oliverio, Arnaldo Benini
Moderatori: Claudio Bassetti, Roberto Malacrida, Franco Zambelloni, Fabio M. Conti

Formazione

25 Ottobre 2010
18.00
 

Neurobiologia dell'anima? — Il cervello alla ricerca di se stesso
Neurobiologia dell'anima? — Il cervello alla ricerca di se stesso

Relatore: Alberto Oliverio, Roma

Il cervello alla ricerca di se stesso
Relatore: Arnaldo Benini, San Gallo
Moderatore: Fabio M. Conti

Relatore: Alberto Oliverio, Roma

Il cervello alla ricerca di se stesso
Relatore: Arnaldo Benini, San Gallo
Moderatore: Fabio M. Conti

Formazione

Simposio COMEC

Ospedale Civico
Aula Magna
Via Tesserete 46
Lugano

22 Settembre 2010
14.00

Riflessioni sulla medicina penitenziaria
Riflessioni sulla medicina penitenziaria

Benvenuto: Dr med. Fabrizio Barazzoni Presidente COMEC
Introduzione: Prof. Dr med. Roberto Malacrida Vicepresidente COMEC

Ethique et droits humains en médecine pénitentiaire
Prof. Dr med. dipl. teol. Bernice Elger, Università di Ginevra

Medicina in ambiente carcerario: un’affascinante sfida medica pluridisciplinare.
30 anni di esperienze di un medico delle carceri ticinesi
Dr med. Damiano Castelli, Medico presso le strutture carcerarie cantonali

Tavola rotonda con: Avv. Bruno Balestra Procuratore generale, Fabrizio Comandini, Direttore delle strutture carcerarie, Avv. Romano Piazzini, Comandante della Polizia cantonale
Moderatori: Dr med. Brenno Balestra, Membro COMEC PD Dr med. Mattia Lepori, Membro COMEC

Benvenuto: Dr med. Fabrizio Barazzoni Presidente COMEC
Introduzione: Prof. Dr med. Roberto Malacrida Vicepresidente COMEC

Ethique et droits humains en médecine pénitentiaire
Prof. Dr med. dipl. teol. Bernice Elger, Università di Ginevra

Medicina in ambiente carcerario: un’affascinante sfida medica pluridisciplinare.
30 anni di esperienze di un medico delle carceri ticinesi
Dr med. Damiano Castelli, Medico presso le strutture carcerarie cantonali

Tavola rotonda con: Avv. Bruno Balestra Procuratore generale, Fabrizio Comandini, Direttore delle strutture carcerarie, Avv. Romano Piazzini, Comandante della Polizia cantonale
Moderatori: Dr med. Brenno Balestra, Membro COMEC PD Dr med. Mattia Lepori, Membro COMEC

Formazione

6 Settembre 2010
18.00

Ce que les neurosciences font à notre conception morale — Dalla parte del mistero
Ce que les neurosciences font à notre conception morale — Dalla parte del mistero

Relatore: Bernard Bärtschi, Ginevra
Relatore: Graziano Martignoni, Lugano
Moderatore: Franco Zambelloni

Relatore: Bernard Bärtschi, Ginevra
Relatore: Graziano Martignoni, Lugano
Moderatore: Franco Zambelloni

Formazione

17 Maggio 2010
18.00

Le emozioni, queste sconosciute
Le emozioni, queste sconosciute

Relatore Eugenio Borgna, Novara

Les défis éthiques posés par la manipulation des émotions et en particulier la stimulation directe du cerveau
Relatore: Klaus Scherer, Ginevra
Moderatore: Roberto Malacrida

Relatore Eugenio Borgna, Novara

Les défis éthiques posés par la manipulation des émotions et en particulier la stimulation directe du cerveau
Relatore: Klaus Scherer, Ginevra
Moderatore: Roberto Malacrida

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